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1° MAGGIO ’16 A ROMA – REGENI, GHEDDAFI. IL CONFRONTO NON REGGE, NONOSTANTE GLI…SPONSOR !

Se ci fosse stato bisogno di una riprova sullo stretto legame tra il ricercatore (di guai) Regeni ed il mondo della sinistra, non centro – quasi sinistra, ma quello comunista, con il comprovato rapporto con il Manifesto la festa del 1° Maggio a Roma, a lui dedicata forse come gran lavoratore, l’abbiamo più che avuta.

Con una Nazione come l’Egitto, abbastanza filo- occidentale ed anti Isis, che ha vissuto drammaticamente le tragiche pseudo “Primavere arabe“ dalle quali si è poi riscattata , sarebbe assurdo rompere i rapporti non tanto quelli economici già notevoli, ma soprattutto geo.politici e di contrasto a chi sta facendo tremare l’Occidente cacasotto ed  andarci per sobillare quello stesso fronte che ne fece di tutti i colori fino alla deposizione di Mubarak credo che sia stata più che una presuntuosa od incosciente sfida.

In ogni guerra, verso nemici giurati, le tragedie fino all’uso barbaro di eliminazione del nemico, sono quasi una norma tra i contendenti.

Un confronto senza bisogno di commenti da brivido, potrebbe limitarsi a Regeni – Gheddafi per una reale valutazione, basata peraltro sulle conseguenze connesse ai 2 eventi.

Ma è anche vero un altro punto di gran rilievo : Per Regeni, uno dei tanti oppositori di ogni estrazione (comprese centinaia di donne , bambini etc….), s’era già notata una sovraesposizione mondiale, mentre per Gheddafi , senza offesa a Regeni per le proporzioni,  nonostante abbia ricoperto pur altri ruoli, soprattutto di argine al fondamentalismo e di amico “sui generis” dell’Italia in particolare, l’Occidente (supino al volere del premio nobel della pace Obama ed in Italia del sacro mostro comunista Napolitano) ha preferito continuare a mentire, accorgendosi fin troppo tardi dell’enorme frana al dilagare del terrorismo, che avanza sempre più, non a nostra insaputa!

Inoltre va considerata pure l’enorme differenza sulle modalità ben più atroci di eliminazione, di ruolo geo-politico internazionale e sulla dilatazione mediatica sproporzionata.

 

I sindacati non potevano trovar di meglio per onorare il Lavoro in questa drammatica crisi di  un concertone tutto musica rock, come unica vera attrazione ?

Leonida Laconico

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