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Domenica 29 Maggio 2016 Commemorazione Eccidio di Rovetta + Strage Codevigo

BLOG-ROVETTA-GRANDE

LOCANDINA-BLOG-2016Il 26 aprile 1945 un plotone della 6^ Compagnia della Legione Tagliamento di presidio al Passo della Presolana, al quale si aggiunsero alcuni militi della 5^, sentite le notizie della disfatta tedesca decise, malgrado la contrarietà di alcuni, di arrendersi, sollecitato in tal senso anche dal Franceschetti, proprietario dell’albergo che ospitava i militi e si diresse verso Clusone. Ma, giunti a Rovetta (BG), trattarono la resa col locale C.L.N. che promise un trattamento conforme alle convenzioni internazionali. Erano 46 militi comandati dal giovane S.Ten. Panzanelli di 22 anni.

Deposte le armi, furono alloggiati nelle locali scuole elementari. Il prete del luogo, Don Giuseppe Bravi, era anche segretario del C.L.N. locale e garantiva il rispetto degli accordi. Ma una masnada di feroci partigiani, giunti da Lovere su due camion, impose la consegna dei prigionieri e il 28 aprile, dopo feroci maltrattamenti, 43 di loro (uno, Fernando Caciolo, della 5^ Cmp, sedicenne di Anagni, riuscì a fuggire e tre giovanissimi, Chiarotti Cesare, 1931, di Milano, Ausili Enzo, 1928, di Roma e Bricco Sergio, 1929, di Como, vennero risparmiati) vennero condotti presso il cimitero di Rovetta e qui fucilati. Ben 28 di loro avevano meno di 20 anni. L’ultimo ad essere ucciso, dopo aver assistito alla morte di tutti i camerati, fu il Vice brigadiere Giuseppe Mancini, figlio di Edvige Mussolini sorella del Duce.
Dopo la guerra alcuni di quei partigiani ritenuti responsabili della strage furono individuati e processati. Ma la sentenza fu di non luogo a procedere in forza del Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 194 del 12 aprile 1945, firmato da Umberto di Savoia, che in un unico articolo dichiarava non punibili le azioni partigiane di qualsiasi tipo perché da considerarsi “azioni di guerra”. Fu, cioè, dalla viltà dei giudici, considerata azione di guerra legittima anche il massacro di prigionieri inermi compiuta, per giunta, quando la guerra era ormai terminata.


Nella ricorrenza di una delle più atroci stragi, tra le innumerevoli della cosidetta resistenza partigiana, rivolgere un ricordo alla memoria di chi fu trucidato, anche dopo il conflitto mondiale, mi sembra il minimo.
L’allegato sul film, scomparso subito, di Romina Power sull’eccidio di Codevigo (PD) da parte del “comandante Bulow” (alias Arrigo Boldrini, babbo della Lauretta , promossa per meriti umanitari a presidentessa della Camera dei “deportati”) ci dà il senso dell’incredibile impalcatura che occulta, senza vergogna, la verità storica, violata ancor più in modo disumano se pensiamo che per le FOIBE dei comunisti titini ci vollero APPENA 50anni! E’ un falso non più sopportabile che dobbiamo diffondere con tutte le forze e tutti i mezzi.
Leonida Laconico


 

Approfondimenti

 


Video

Caricato il 11 lug 2009
Questo video vuole essere un ricordo affinchè non si dimentichi uno dei più terribili crimini dell’immediato dopoguerra:
LA STRAGE DI ROVETTA, piccolo paese della bergamasca, in valle seriana.
Il 26 aprile 1945 un gruppo di giovani appartenenti alla Legione Tagliamento


Elevati non solo con la toponomastica agli “onori degli altari”…. anche per crimini feroci !

A Codevigo (PD) fra il 28 Aprile ed il 15 Giugno 1945 e quindi dopo la fine della guerra, i partigiani della 28° brigata Garibaldi torturano ed uccisero circa 130 persone massacrate in quanto fascisti o presunti tali.
Questi fatti risultano agli atti delle Procure della Repubblica che indagarono e sono anche state riportate nei libri che Pansa ha scritto in proposito delle stragi del dopo guerra.
A Novembre del 2014 doveva uscire nelle sale cinematografiche italiane il film “Il segreto di Italia” che ricostruiva quegli avvenimenti, per la regia di Antonio Belluco e con Romina Power come protagonista femminile.
Il film NON è uscito nelle sale cinematografiche e non ce n’è traccia nei circuiti di distribuzione il che, dato che i produttori VOLEVANO che fosse proiettato, dimostra un sabotaggio ed una intimidazione da parte di ignoti molto potenti che la logica rende però abbastanza evidenti a chiunque..!!
Nemmeno in forma di DVD il film è reperibile!


Ma…. Addirittura sembra una congiura internazionale, infatti il 1° link di Wikipendia ….
https://it.wikipedia.org/wiki/Il_segreto_di_Italia Wikipedia: MISTERO! È stato premiato Miglior Film Straniero durante la 30° edizione del Fort Lauderdale International Film Festival, svoltosi a Miami dal 6 al 22 novembre 2015.
https://www.facebook.com/pages/Il-Segreto-di-Italia/672259779483174 ARTICOLI E NOTIZIE SUL FILM
http://www.comingsoon.it/film/il-segreto-di-italia/50715/scheda/
http://www.azionetradizionale.com/2015/04/02/in-uscita-dvd-e-libro-del-film-il-segreto-di-italia/ LIBRO + DVD

Il Segreto di Italia ( Official Trailer ) – YouTube

Intervista di G. Versace ad Antonello Belluco, regista del film “Il segreto di Italia” che intende far conoscere al grande pubblico una orrenda strage di matrice “partigiana”, quella di Codevigo, nel Padovano.


https://www.facebook.com/pages/Il-Seg…


https://www.youtube.com/watch?v=WmDuHX5XIC8 10 giu 2014 – 2 min – Caricato da paolo agostini
WHALE PICTURES – ERIADORFILM – presentano IL SEGRETO DI ITALIA un film di …
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=81803 Anche i commenti sono significativi.
http://www.bufale.net/home/bufala-laura-boldrini-e-figlia-del-partigiano-arrigo-boldrini-il-comandante-bulow-bufale-net/

http://www.strettoweb.com/2013/03/reggio-c-gli-auguri-a-laura-boldrini-da-parte-dellassociazione-nazionale-partigiani-ditalia/66521/ Reggio C.: gli auguri a Laura Boldrini da parte dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia per il babbo “comandante Bulow”:

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2010/11/25/news/l-ultima-verita-sulla-strage-di-codevigo-136-i-fascisti-uccisi-da-partigiani-e-regio-esercito-1.1225567 L’ultima verità sulla strage di Codevigo: 136 i fascisti uccisi da partigiani e Regio Esercito

http://www.romagnaoggi.it/cronaca/ravenna-attacco-a-boldrini-e-il-boia-di-codevigo.html Ravenna: attacco a Boldrini, “è il boia di Codevigo”
Ravenna celebra il partigiano Bulow: “Simbolo di democrazia”

 

Romina-Power

ECCIDIO DI CODEVIGO (Boldrini-Bulow ,pà di Laura presid.Camera) : Leggi Tutto … in formato PDF

arrigo-boldrini-laura-Bulow

 

Aprile ’16 – HO FATTO UNA SCOPERTA SCONVOLGENTE, NON POTEVO CREDERE CHE OLTRE ALLE “FOIBE
DEI COMUNISTI TITINI”, NASCOSTE PER OLTRE 50ANNI, MI SAREI RITROVATO A RABBRIVIDIRE NON
SENZA PORMI DOMANDE ESSENZIALI: PERCHE’, COME E CHI E’ RIUSCITO A METTERE IL TAPPO AD UNA
TALE VICENDA, RICORRENDO PERSINO A SABOTAGGI BEN MIMETIZZATI DA TUTTI I PRECEDENTI
GOVERNI …….. COMPLICI !
PER CHI HA LA COSCIENZA PULITA, LA VERITA’ STORICA SU CUI E’ STATA FONDATA UNA (QUALSIASI)
REPUBBLICA “DEMOCRATICA” E’, COME IL BATTESIMO PER UN BUON CRISTIANO, IL SACRAMENTO
FONDATORE DELL’ ISTITUZIONE NASCENTE, LE FONDAMENTA SU CUI ERIGERE I VARI PILASTRI
PORTANTI PER IL BENE DEI CITTADINI.
PURTROPPO , ED E’ PROPRIO QUESTO IL VULNUS CHE CI TRASCINIAMO DA ORMAI 70 ANNI , SONO
ANCORA TANTI , PERSINO AI VERTICI ISTITUZIONALI ( in questa losca vicenda la carina Lauretta Boldrini,
imparziale presidentessa della Camera dei deputati e, casualmente, figlia di Arrigo il famigerato comandante partigiano
Bulow, ha certamente avuto il ruolo della protagonista) BARANO MALEDETTAMENTE, MA, SE SI SCAVASSE
APPENA UN PO’ NELL’AMBITO DEL CINEMA, COMPRESA LA ROMINA POWER (amabilissima, ma un bel po’
reticente?! ) OSCURATA MISTERIOSAMENTE E SENZA RIVENDICAZIONI ( con pressioni e minacce ?!), SI

 

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Elenco delle Ausiliarie uccise dai Partigiani

 

 

MORANINO, spicca nel merito degli specifici atti di eroismo descritti, come tanti altri gentiluomini verso il gentil sesso (Ausiliarie, signore, ragazze, madri, figlie …),e  per meriti “umanitari” il 18 aprile 1948 fu
eletto deputato
nel Fronte Popolare (PCI e PSI).

Ecco solo qualche nome preso a caso, di vero combattente per la libertà e la democrazia, ma con il vivo desiderio di consegnare l’Italia ai sovietici per la conquista del “Sol dell’avvenire” , tanto è vero che anche a conflitto mondiale cessato da 50anni sono riusciti ad arrossare il mondo, non col rosso solare abbagliante , ma con lo spargimento di sangue per poi auto-annullarsi del tutto e senza… guerre !

sole-dell-avvenire

 

RIFERIMENTI :  Il sole del futuro: si riferisce al futuro radioso promesso ai lavoratori quando si sarebbe realizzato il socialismo. Si tratta di una tipica metafora dei comunisti italiani del Novecento “L’Internazionale è il sole dell’avvenire” fu usata per la prima volta da Garibaldi.

Vuole dire: (il socialismo è) La luce che nell’avvenire illuminerà i popoli ( e per questo restarono folgorati, mentre una canzoncina recitava con sfottò patriottico: se il sole che verrà sarà rosso (cioè socialista) moriremo con la bandiera (tricolore) in mano!).                     

 

Leonida Laconico

Non chiamateli eroi. L’elenco delle ausiliarie uccise dai partigiani dopo che si erano arrese

Di Redazione, il 25 aprile 2012

partigiani-ausiliarie

Amodio Rosa: 23 anni, assassinata nel luglio del 1947, mentre in bicicletta andava da Savona a Vado.
Antonucci Velia: due volte prelevata, due volte rilasciata a Vercelli, poi fucilata.
Audisio Margherita: Fucilata a Nichelino il 26 aprile 1945.
Baldi Irma: Assassinata a Schio il 7 luglio 1945.
Batacchi Marcella e Spitz Jolanda: 17 anni, di Firenze. Assegnate al Distretto militare di Cuneo altre 7 ausiliarie, il 30 aprile 1945, con tutto il Distretto di Cuneo, pochi ufficiali, 20 soldati e 9 ausiliarie, si mettono in movimento per raggiungere il Nord, secondo gli ordini ricevuti. La colonna è però costretta ad arrendersi nel Biellese ai partigiani del comunista Moranino (poi deputato [ 1 ] ).

Interrogate, sette ausiliarie, ascoltando il suggerimento dei propri ufficiali, dichiarano di essere prostitute che hanno lasciato la casa di tolleranza di Cuneo per seguire i soldati. Ma Marcella e Jolanda non accettano e si dichiarano con fierezza ausiliarie della RSI. I partigiani tentano allora di violentarle, ma le due ragazze resistono con le unghie e con i denti. Costrette con la forza più brutale, vengono violentate numerose volte. In fin di vita chiedono un prete. Il prete viene chiamato ma gli è impedito di avvicinare le ragazze. Prima di cadere sotto il plotone di esecuzione, sfigurate dalle botte di quelle belve indegne di chiamarsi partigiani, mormorano: “Mamma” e “Gesù”. Quando furono esumate, presentavano il volto tumefatto e sfigurato, ma il corpo bianco e intatto. Erano state sepolte nella stessa fossa, l’una sopra l’altra. Era il 3 maggio 1945.
Bergonzi Irene: Assassinata a Milano il 29 aprile 1945.
Biamonti Angela: Assassinata il 15 maggio 1945 a Zinola (SV) assieme ai genitori e alla domestica.
Bianchi Annamaria: Assassinata a Pizzo di Cernobbio (CO) il 4 luglio 1945.
Bonatti Silvana: Assassinata a Genova il 29 aprile 1945.
Brazzoli Vincenza: Assassinata a Milano il 28 aprile 1945.
Bressanini Orsola: Madre di una giovane fascista caduta durante la guerra civile, assassinata a Milano il 10 maggio 1945.
Buzzoni Adele, Buzzoni Maria, Mutti Luigia, Nassari Dosolina, Ottarana Rosetta: Facevano parte di un gruppo di otto ausiliarie, (di cui una sconosciuta), catturate all’interno dell’ospedale di Piacenza assieme a sei soldati di sanità. I prigionieri, trasportati a Casalpusterlengo, furono messi contro il muro dell’ospedale per essere fucilati. Adele Buzzoni supplicò che salvassero la sorella Maria, unico sostegno per la madre cieca. Un partigiano afferrò per un braccio la ragazza e la spostò dal gruppo. Ma, partita la scarica, Maria Buzzoni, vedendo cadere la sorella, lanciò un urlo terribile, in seguito al quale venne falciata dal mitra di un partigiano. Si salvarono, grazie all’intervento di un sacerdote, le ausiliarie Anita Romano (che sanguinante si levò come un fantasma dal mucchio di cadaveri) nonché le sorelle Ida e Bianca Poggioli, che le raffiche non erano riuscite ad uccidere.
Carlino Antonietta: Assassinata il 7 maggio 1945 all’ospedale di Cuneo, dove assisteva la sua caposquadra Raffaella Chiodi.
Castaldi Natalina:Assassinata a Cuneo il 9 maggio 1945.
Chandrè Rina, Giraldi Itala, Rocchetti Lucia: Aggregate al secondo RAU (Raggruppamento Allievi Ufficiali) furono catturate il 27 aprile 1945 a Cigliano, sull’autostrada Torino – Milano, dopo un combattimento durato 14 ore. Il reparto si era arreso dopo aver avuto la garanzia del rispetto delle regole sulla prigionia di guerra e dell’onore delle armi. Trasportate con i loro camerati al Santuario di Graglia, furono trucidate il 2 maggio 1945 assieme ad oltre 30 allievi ufficiali con il loro comandante, maggiore Galamini, e le mogli di due di essi. La madre di Itala ne disseppellì i corpi.
Chiettini (si ignora il nome): Una delle tre ausiliarie trucidate nel massacro delle carceri di Schio il 6/7 luglio 1945.
Collaini Bruna, Forlani Barbara: Assassinate a Rosacco (Pavia) il 5 maggio 1945.
Conti – Magnaldi Adelina: Madre di tre bambini, assassinata a Cuneo il 4 maggio 1945.
Crivelli Jolanda: Vedova ventenne di un ufficiale del Battaglione “M” costretta a denudarsi e fucilata a Cesena, sulla piazza principale, dopo essere stata legata ad un albero, ove il cadavere rimase esposto per due giorni e due notti.
De Simone Antonietta: Romana, studentessa del quarto anni di Medicina, fucilata a Vittorio Veneto in data imprecisata dopo il 25 aprile 1945.
Degani Gina: Assassinata a Milano in data imprecisata dopo il 25 aprile 1945.
Ferrari Flavia: 19 anni, assassinata l’ 1 maggio 1945 a Milano.
Fragiacomo Lidia, Giolo Laura: Fucilate a Nichelino (TO) il 30 aprile 1945 assieme ad altre cinque ausiliarie non identificate, dopo una gara di emulazione nel tentativo di salvare la loro comandante.
Gastaldi Natalia: Assassinata a Cuneo il 3 maggio 1945.
Genesi Jole, Rovilda Lidia: Torturate all’hotel San Carlo di Arona (Novara) e assassinate il 4 maggio 1945. In servizio presso la GNR di Novara. Catturate alla Stazione Centrale di Milano, ai primi di maggio, le due ausiliarie si erano rifiutate di rivelare dove si fosse nascosta la loro comandante provinciale.
Greco Eva: Assassinata a Modena assieme a suo padre nel maggio del 1945.
Grill Marilena: 16 anni, assassinata a Torino la notte del 2 maggio 1945.
Landini Lina: Assassinata a Genova l’1 maggio 1945.
Lavise Blandina: Una delle tre ausiliarie trucidate nel massacro delle carceri di Schio il 6/7 luglio 1945.
Locarno Giulia: Assassinata a Porina (Vicenza) il 27 aprile 1945.
Luppi – Romano Lea: Catturata a Trieste dai partigiani comunisti, consegnata ai titini, portata a Lubiana, morta in carcere dopo lunghe sofferenze il 30 ottobre 1947.
Minardi Luciana: 16 anni di Imola. Assegnata al battaglione “Colleoni” della Divisione “San Marco” attestati sul Senio, come addetta al telefono da campo e al cifrario, riceve l’ordine di indossare vestiti borghesi e di mettersi in salvo, tornando dai genitori. Fermata dagli inglesi, si disfa, non vista, del gagliardetto gettandolo nel Po. La rilasciano dopo un breve interrogatorio. Raggiunge così i genitori, sfollati a Cologna Veneta (VR). A metà maggio, arriva un gruppo di partigiani comunisti. Informati, non si sa da chi, che quella ragazzina era stata una ausiliaria della RSI, la prelevano, la portano sull’argine del torrente Guà e, dopo una serie di violenze sessuali, la massacrano. “Adesso chiama la mamma, porca fascista!” le grida un partigiano mentre la uccide con una raffica.
Monteverde Licia: Assassinata a Torino il 6 maggio 1945.
Morara Marta: Assassinata a Bologna il 25 maggio 1945.
Morichetti Anna Paola: Assassinata a Milano il 27 aprile 1945.
Olivieri Luciana: Assassinata a Cuneo il 9 maggio 1945.
Ramella Maria: Assassinata a Cuneo il 5 maggio 1945.
Ravioli Ernesta: 19 anni, assassinata a Torino in data imprecisata dopo il 25 aprile 1945.
Recalcati Giuseppina, Recalcati Mariuccia, Recalcati Rina:  Madre e figlie assassinate a Milano il 27 aprile 1945.
Rigo Felicita: Assassinata a Riva di Vercelli il 4 maggio 1945.
Sesso Triestina: Gettata viva nella foiba di Tonezza, presso Vicenza.
Silvestri Ida: Assassinata a Torino l’1 maggio 1945, poi gettata nel Po.
Speranzon Armida: Massacrata, assieme a centinaia di fascisti nella Cartiera Burgo di Mignagola dai partigiani di “Falco”. I resti delle vittime furono gettati nel fiume Sile.
Tam Angela Maria: Terziaria francescana, assassinata il 6 maggio 1945 a Buglio in Monte (Sondrio) dopo aver subito violenza carnale.
Tescari -Ladini Letizia: Gettata viva nella foiba di Tonezza, presso Vicenza.
Ugazio Cornelia, Ugazio Mirella: Assassinate a Galliate (Novara) il 28 aprile 1945 assieme al padre.

Tra le vittime del massacro compiuto dai partigiani comunisti nelle carceri di Schio (54 assassinati nella notte tra il 6 ed il 7 luglio 1945) c’erano anche 19 donne, tra cui le 3 ausiliarie (Irma Baldi, Chiettini e Blandina Lavise) richiamate nell’elenco precedente.
In via Giason del Maino, a Milano, tre franche tiratrici furono catturate e uccise il 26 aprile 1945. Sui tre cadaveri fu messo un cartello con la scritta “AUSILIARIE”. I corpi furono poi sepolti in una fossa comune a Musocco. Impossibile sapere se si trattasse veramente di tre ausiliarie.
Nell’archivio dell’obitorio di Torino, il giornalista e storico Giorgio Pisanò ha ritrovato i verbali d’autopsia di sei ausiliarie sepolte come “sconosciute”, ma indossanti la divisa del SAF.
Cinque ausiliarie non identificate furono assassinate a Nichelino (TO) il 30 aprile 1945 assieme a Lidia Fragiacomo e Laura Giolo.
Al cimitero di Musocco (Milano) sono sepolte 13 ausiliarie sconosciute nella fossa comune al Campo X.
Un numero imprecisato di ausiliarie della “Decima Mas” in servizio presso i Comandi di Pola, Fiume e Zara, riuscite a fuggire verso Trieste prima della caduta dei rispettivi presidi, furono catturate durante la fuga dai comunisti titini e massacrate.

Fonte: http://ausiliarie.blogspot.it/

Questo articolo è stato letto 145002 volte Riproduzione riservata – ©2012 Qelsi Quotidiano

 

[ 1 ] MORANINO,

http://www.huffingtonpost.it/marco-rizzo/viva-il-25-aprile-onore-e-gloria-a-francesco-moranino-comandante-partigiano-artefice-della-resistenza_b_3095646.html

 

http://eccidivolanterossa.blogspot.it/      La Volante Rossa era composta da ex partigiani comunisti e operai che …. già
operativo in Valsesia nella “Banda Moranino” (zona passata alla …

 

 

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