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Giorgio Albertazzi, onore alla coerenza, Dario Fo invece…

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Giorgio Albertazzi e Dario Fo partirono insieme con gli stessi ideali giovanili della massima purezza , non incrinati da dubbi , né riserve, credendo fermamente nei Valori della Patria offesa.
Si arruolarono nella R.S.I. (alias Repubblica Fascista di Salò) per difenderla dalle forze egemoniche mondiali che, avendo decretato sanzioni infami a chi voleva ridimensionarle dietro il paravento della “democrazia”, volevano mantenere o addirittura espandersi ancora di più nella logica predatoria della conquista di mercati coloniali e non.
Via via la Natura evolve ed involve anche gli essere umani e seleziona i forti ed i deboli, come peraltro nel mondo animale e vegetale,
E così, a conflitto finito,il punto comune di partenza diverge, mentre Albertazzi resta fedele repubblichino, Fo preferisce scegliere traguardi opposti e, chissà perché, più facili ed a buon rendimento.
Cosicché Albertazzi, nonostante il clima ostile del dopoguerra, riuscì comunque ad affermarsi per le sue doti, facendo leva sul suo eccezionale carisma umano ed artistico; Fo invece, potendo contare sul “soccorso rosso mondiale” dei cosiddetti progressisti (Tanti hanno goduto di questo soccorso, p.es. Benigni, Camilleri ….) riuscì ad essere incoronato col Nobel dei giullari!
Ecco perché oggi mi sento di incoronare un gigante della coerenza e dell’umiltà.
C’è chi conferma di aver scelto la “parte sbagliata”, altri che si vantano di aver scelto la “parte giusta”, ma senza dover attendere il responso della Storia potete giudicare Voi stessi, certamente con una stretta al cuore
Leonida Laconico
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DISONORE e INFEDELTA’:

http://uncrsimilano.blogspot.it/2013/09/onore-e-fedelta-unione-e-fondazione.html

 

 

 

 

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http://a100milionidiannilucedallaterra.myblog.it/2013/03/08/il-re-dei-ciarlatani/ IL RE DEI CIARLATANI IL RE DEI CIARLATANI Posted on 8 marzo 2013 by tina948
Nel ringraziare Erminia per avermi confezionato il video in tempi brevi, posto la foto del nobel arruolatosi volontario nella repubblica di Salò e mi scuso per il post chilometrico, ma con i buffoni per vocazione c’è da stare attenti.

 

 

http://www.destradipopolo.net/?p=27193 ALBERTAZZI: “SCELSI LA PARTE DEI PERDENTI, LA RSI. PIAZZALE LORETO? FU MACELLERIA MESSICANA”
https://forum.termometropolitico.it/95661-aderirono-alla-r-s-i-nomi-e-cognomi-di-personaggi-famosi-combattenti-salo.html Aderirono alla R.S.I. – Nomi e cognomi di personaggi famosi (Artisti, Scrittori, Sportivi ….) combattenti a Salò
http://www.gliscritti.it/blog/entry/2933 Attori, Giornalisti, detective: quanti vip furono “repubblichini” [da Dario Fo a Ugo Tognazzi a Hugo Pratt]

Onore e Fedeltà: http://uncrsimilano.blogspot.it/2013/09/onore-e-fedelta-unione-e-fondazione.html

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Napolitano al tempo del GUF

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( a sx coi baffi )
Poi tifò per i carri armati sovietici che soffocarono nel sangue la rivolta in Ungheria nel 1956, naturalmente per … portare la pace!
Fu così che fece carriera diventando il presidente che ci impose ben tre governi non eletti dal popolo.
W LA DEMOCRAZIA del KAISER – L.Laconico

19 settembre 2012
“Napolitano nel 1942 era iscritto al Gruppo universitario fascista”
Il vicedirettore del “Fatto Quotidiano” riafferma punto per punto le sue critiche al capo dello Stato sulle telefonate con Mancino

Nel replicare al “garbato” attacco mossogli dal professor Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, che lo accusava di “diffamazione” per aver osato denunciare pubblicamente il “sospettoso” comportamento del capo dello Stato sulle telefonate con l’ex ministro degli Interni e ex vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, imputato per falsa testimonianza nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, il vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” Marco Travaglio a pagina 5 dell’edizione del 22 agosto non solo riafferma punto per punto le sue critiche a Napolitano ma rileva fra l’altro che “Giorgio Napolitano si formò politicamente dal 1942 nel Guf (Gruppo universitario fascista) non appena s’iscrisse all’Università di Napoli, e solo successivamente approdò all`antifascismo”.

napolitano-gufUna verità a dir poco infamante per la più alta carica dello Stato nonché garante della Costituzione. Una verità inconfutabile quanto inconfessabile e vergognosamente nascosta da tutta la stampa di regime che ha steso un clamoroso velo di silenzio su tutta la vicenda evitando accuramente di parlarne.

Insomma Napolitano, prima di salire al Quirinale e vestire i panni del nuovo Vittorio Emanuele III, come tanti altri intellettuali borghesi divenuti poi dirigenti del PCI nel dopoguerra, era un fascista, iscritto al Guf fin dal 1942, ha collaborato attivamente al settimanale dei fascisti universitari di Napoli “IX maggio”, dove curava una rubrica di critica teatrale e cinematografica, e ha anche partecipato alla Mostra di Venezia e all’annesso convegno degli universitari fascisti in Laguna.
Un’adesione al fascismo che Napolitano compie in piena consapevolezza, maturata all’apice dei vent’anni di dittatura mussoliniana, dopo la promulgazione delle leggi razziali, l’alleanza con Hitler e l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale prima contro la Francia (10 giugno 1940) e poi contro l’Unione Sovietica.
Come mai Napolitano non ha mai rinnegato questo suo imbarazzante passato di militanza fascista e non ha mai sentito il bisogno di fare un’autocritica pubblica? Cosa ha da nascondere la massima carica dello Stato che da grande opportunista quale egli è, militava nel Guf mentre i partigiani lottavano e morivano in montagna e si è iscritto al PCI solo nel 1945?
Da fascista a revisionista, il suo anticomunismo ha cambiato forma ma non sostanza.
Fin da subito Napolitano è diventato il pupillo prediletto dell’ultrarevisionista rinnegato Amendola e poi ha proseguito sulla strada del riformismo divenendo l’esponente storico della destra “migliorista” del PCI-PDS; capogruppo del PCI alla Camera dall’81 all’86; liquidatore del PCI e riabilitatore di Craxi e del PSI; e successivamente presidente della Camera nel ’92, senatore a vita nel 2005 e infine presidente della Repubblica che invece di contrapporsi al neoduce Berlusconi e alla seconda repubblica neofascista li ha favoriti, invece di denunciare e contribuire a fare piena luce sui “misteri” d’Italia ha coperto e aiutato chi ha tramato con … Leggi Tutto

 

Da “Panorama”

È morto Giorgio Albertazzi, maestro del teatro italiano Si è spento all’età di 92 anni nella tenuta di famiglia in Maremma. Da Amleto a Adriano, le sue performance hanno lasciato il segno

 

Approfondimenti

Vedi su “Panorama” http://www.panorama.it/cultura/e-morto-giorgio-albertazzi/

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