Gay - Omosex - Pedofili, Gioventù, Famiglia, Società, Droga, Giudici, Magistratura

Polanski, pedofilo, di nuovo nei guai Varsavia vuole estradarlo

 

ECCO ALTRI VERGOGNOSI MOSTRI DI UN “CERTO MONDO” CHE NONOSTANTE TUTTO RIESCE AD IMPORLI COME ESEMPI ,MIETENDO QUINDI LUGUBRE ED ISTERICO SUCCESSO TRA MILIONI DI FANS DELLA FAUNA GIOVANILE IN TUTTO IL MONDO.
LA LISTA ,NON SOLO DI STRANIERI ,SAREBBE LUNGA,MA BASTANO DUE ECLATANTI PERSONAGGI ,BOLLATI UFFICIALMENTE DALLA GIUSTIZIA COME PEDOFILI E SALITI ALLA RIBALTA NEGLI ULTIMI MESI COME Michael Jackson ED IL SEGUENTE DI CUI POTRETE GUSTARE LE PRODEZZE, PER CAPIRE CHE INTERE ORGANIZZAZIONI DI ALTISSIMO LIVELLO MONDIALE ,AUTOPROCLAMATESI “PROGRESSISTE” , IMPONGONO STILI DI VITA E TENDENZE CHE FANNO SPROFONDARE LA SOCIETA’ OCCIDENTALE NEGLI ABISSI MORALI PIU’ INFIMI .
NON RESTA CHE RIBELLARSI A QUESTO ANDAZZO DISERTANDO OGNI INIZIATIVA E DENUNZIANDO NON SOLO I DIRETTI RESPONSABILI ,MA ANCHE QUELLA PARTE DEL MONDO DELLO SPETTACOLO E DEI MEDIA DELL’INFORMAZIONE CHE SCHIFOSAMENTE LI SOSTENGONO CON LA DIVULGAZIONE DEL LORO “TALENTO” .
IN FONDO GLI EDITORI,I GIORNALISTI,I DIRETTORI O LE SEMPLICI COMPARSE, MA SOPRATTUTTO I MAGISTRATI ED I POLITICI CHE HANNO IL POTERE DI ANNIENTARE QUESTI FENOMENI, NON HANNO FIGLI / IE ???????
leonida-laconico@libero.it

il-giornale-it

http://www.ilgiornale.it/news/politica/polanski-nuovo-nei-guai-varsavia-vuole-estradarlo-1266110.html

La Polonia annuncia appello contro il rifiuto agli Stati Uniti E per la star si potrebbero anche riaprire le porte del carcere
Lucia Rotta – Mer, 01/06/2016 – 08:27

roman-polanskiSe è vero che sono tutti uguali davanti alla legge, allora la Polonia decide di non fare sconti. E fa marcia indietro.
L’annuncio da parte di Varsavia di una riapertura del procedimento di estradizione è piombata come una lama gelata sull’infinito caso di Roman Polanski, il regista accusato di avere stuprato una minore nel 1977 e richiesto da anni dalla magistratura americana per avviare il processo a suo carico. Il ministro della Giustizia di Varsavia, Zbigniew Ziobro, in un intervento in diretta alla radio ha spiazzato tutti annunciando che presenterà ricorso personalmente, in quanto procuratore generale, per ribaltare la sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia di Cracovia lo scorso autunno. Polanski è accusato di “un crimine odioso contro un minore”, ha detto Ziobro, e ha deciso “di fare appello alla Corte suprema” contro il rifiuto, da parte dei magistrati, di concedere l’estradizione verso gli Stati Uniti.
La notizia riporta in primo piano una vicenda che ha accompagnato come un’ombra l’intera carriera di Polanski, regista di origini polacche pluricandidato agli Oscar e consacrato con la vittoria nel 2002 de Il pianista, film che gli valse anche la Palma d’oro a Cannes. Nel 1977 Polanski, allora 43enne, era stato arrestato dopo la denuncia da parte dei genitori di Samantha Geimer, 13enne che si era presentata insieme ad altre modelle per un servizio fotografico a Los Angeles nella villa che apparteneva a Jack Nicholson. All’accusa Polanski aveva reagito inizialmente dichiarandosi innocente ma dopo 42 giorni di carcere aveva capovolto la versione e confessato di avere avuto “un rapporto extraconiugale con una minore”. Da quel punto in poi gli avvenimenti prendono la forma della più intricata fra le trame cinematografiche, con colpi di scena che cominciano con il rilascio e poi, poco dopo, la notizia che il procedimento può essere riaperto e la pena può arrivare fino a 50 anni di carcere. È qui che per Polanski si apre la pagina, mai più chiusa, della fuga verso l’Europa, prima in Francia, poi in Svizzera ed infine in Polonia, con l’unica certezza che non potrà mai più tornare negli Stati Uniti per non rischiare un nuovo arresto.
La vicenda giudiziaria si intreccia con quella dei successi e della carriera, e così nel 2002 per ricever l’Oscar Polanski è costretto, ad esempio, ad aspettare che Harrison Ford glielo consegni in Francia. Nel settembre 2009 la polizia elvetica lo arresta all’aeroporto di Zurigo, ma alla fine non viene estradato perché la magistratura decide di optare per gli arresti domiciliari, che il regista trascorrerà in uno chalet di Gstaad. Nel 2010 le autorità svizzere rifiutano di concedere per la seconda volta l’estradizione, individuando un “vizio di forma” nella richiesta statunitense: il regista si vede revocare anche gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico, e da allora si reca a più riprese in Polonia, sua terra di origine. La magistratura americana la pensa in modo decisamente diverso, e nel 2014 la Corte superiore di Los Angeles respinge la richiesta di archiviazione presentata dalla squadra legale del regista, ormai 81enne. La decisione dei magistrati di Cracovia, lo scorso autunno, è sembrata anche alla luce di questa sentenza la fine di una corsa durata quasi 40 anni. “Sono felice che sia finita”, aveva commentato il regista aggiungendo di sapere che ci sarebbe stato un lieto fine, “non avevo il minimo dubbio”. Non aveva calcolato l’ultimo colpo di scena, che adesso potrebbe riscrivere un finale del tutto diverso. In caso di una nuova decisione da parte delle autorità polacche per Polanski si potrebbero aprire nuovamente le porte del carcere e a nulla varrebbe il perdono concesso nel frattempo da Samantha Geimer, che nel 2013, all’età di 48 anni, ha chiesto per il regista “il non luogo a procedere”.


http://www.fondazioneprada.org/project/roman-polanski-my-ispirations/?lang=en + VIDEO @FondazionaePrada
Milan
Roman Polanski: My Inspirations
INCREDIBILI SIMPATIE !
http://www.ilgiornale.it/news/interni/prada-non-sente-crisi-lady-rossa-compra-quadro-34-milioni-918097.html Prada,la lady rossa compra il rettangolo di un imbianchino da 34 milioni €.


http://www.agoravox.it/Affaire-Polanski-e-la-pedofilia.html

Affaire Polanski e la pedofilia. Fascista chi accusa Mitterand … anche AgoraVox
di Francesco Raiola (sito)
mercoledì 7 ottobre 2009

Quello che sta succedendo in Francia rispetto all’affaire Polanski non è immaginabile in Italia, se non leggendone le cronache che da oltralpe si susseguono quotidianamente. Polanski è legato alla Francia dalla nascita e dalla sua seconda vita, quella che è seguita proprio all’accusa per cui il 26 novembre il regista è stato arrestato dalla polizia svizzera in seguito a un mandato di cattura internazionale dovuto all’accusa di violenza sessuale (reato che negli Usa e in Svizzera non cade in prescrizione), ai danni di Samantha Geimerm, all’epoca – nel 1977 – 13enne.

In Francia questa storia è diventata un caso politico, in tutto e per tutto, e adesso anche i nostri cugini francesi di AgoraVox Francia ne sono stati tirati dentro a causa di un articolo del settimanale L’Express.

In seguito all’arresto di Polanski – che in base alla sentenza provvisioria del Ministro della Giustizia in Svizzera dovrà rimanere in carcere – infatti, tantissime voci si erano alzate, alternandosi tra coloro che erano a favore dell’arresto in nome di una giustizia che non deve guardare in faccia a nessuno e coloro, innocentisti, che reputavano questa storia passata.

Tutto nell’ordine della cronaca e delle carte finché a intervenire su questa storia non è il nuovo ministro della cultura francese Frédéric Mitterrand che appoggia il regista e dice testualmente: “Se il mondo della cultura non sostiene Roman Polanski, vuol dire che non c’è più cultura nel nostro paese. Sono molto commosso nel parlarne perchè credo sia una cosa spaventosa e totalmente ingiusta. Roman Polanski è un uomo di cinema di reputazione internazionale ed è un’emozione molto profonda dato che Polanski è un uomo meraviglioso. Vederlo linciato in questo modo e intrappolato per una storia che non ha veramente senso è assolutamente spaventoso. È allo stesso modo in cui c’è un’America generosa, c’è n’è anche una che fa paura ed è questa America che viene a presentarci il suo volto. Do il mio appoggio a Polanski. Il Presidente della Repubblica segue il dossier attivamente, ho avuto l’occasione di parlarne con lui (…) e penso che provi le stesse emozuioni mie e di tutti i francesi… Penso che tutti i francesi debbano essere con Roman Polanski in questo momento”.
Questa dichiarazione scatena il panico. A stretto giro risponde il verde-rosso Cohn Bendit, paladino del maggio francese, che si domanda se fosse il caso che il Ministro della Cultura facesse un’uscita del genere: “È un problema della giustizia e trovo che un Ministro della Cultura, anche se si chiama Mitterand, dovrebbe dire: ‘aspetto di leggere le carte'”, prendendo in contropiede i numerosi sostenitori del regista.
Il corto circuito mediatico si è avuto nel momento in cui AgoraVox Francia ha pubblicato un articolo in cui si evidenziavano dei passaggi di un libro dello stesso Mitterand, La Muavaise vie, uscito per Laffont nel 2005: “Ho preso l’abitudine di pagare per dei ragazzi (…). Ovviamente ho letto quello che si è potuto scrivere sul commercio di ragazzi qui (in Thailandie e Indonesia ndr) (…) so quello che c’è di vero. Le condizioni di miseria, sfruttamento generalizzato, le montagne di dollari che apportano quando i ragazzi non ne ritirano che le briciole, la droga che fa devastazioni, le malattie, i dettagli sordidi di tutto quel traffico lì. Ma quello non m’impedisce di ritornarci. Tutto quel rituale di fiere di efebi, di mercato degli schiavi mi eccitano enormemente (…) Non potrei che definire un simile spettacolo abominevole dal punto di vista morale, ma mi piace al di là del ragionevole. La profusione di giovani ragazzi così attraenti e immediatamente disponibili mi mettono in uno stato di desiderio che non ho più bisogno di frenarmi o di nascondere. I soldi e il sesso, sono al cuore del mio sistema, quello che funziona alla fine perché so che non mi rifiuterà mai”.
Lo stesso ministro aveva cercato di correggere il tiro riguardo quelle pagine sulla pedofilia, dicendo che quando parla di garçon, ovvero ragazzi, parla dall’alto della sua età (60 anni) e fa intendere che non si parla per forza di minorenni. La verità la sa solo lui, ma i dubbi restano.
L’articolo di AgoraVox France si chiude così: “Queste confessioni di Frédéric Mitterand non hanno commosso nessuno quando sono apparse (…) Nel commentare l’affare Polanski, ci domandiamo se il ministro della cultura fosse nel suo ruolo di Ministro”.
Questi sono alcuni dei fatti.

Oggi l’Express, partendo da un articolo di AgoraVox France, ha scritto un articolo intitolato “La fasciosfera accusa Mitterand di Pedofilia”. Insomma quest’articolo critico di AgoraVox Francia al Ministro della Cultura ha scatenato una reazione a catena e il giornale LePost, sito di giornalismo partecipativo di Le Monde, ha ripreso quelle dichiarazioni che sono rimbalzate anche su diversi siti di destra e estrema destra, fino a portare il Front National a indire una petizione chiedendo le dimissioni del Ministro.
L’Express fa tutto un calderone, e dà della fasciosfera a tutti coloro che criticano il Ministro (di sinistra) del governo (di destra) francese.
Come tutti sapete AgoraVox è un giornale partecipativo che permette a chiunque, di qualunque religione, visione politica etc… di proporre degli articoli. Quello in questione non prendeva posizione sull’affaire Polanski, ma si poneva delle domande, in seguito a una dichiarazione quantomeno frettolosa di un Ministro della Cultura (ricordate che non siamo in Italia dove i Ministri, destra e sinistra, pontificano su qualunque cosa in quelunque momento).
Paul Dalio, reporter del giornale francese ha risposto al pezzo dell’Express, ponendosi delle domande e portando qualche fatto.

“Amici fascisti buongiorno!”. Comincia così il pezzo del reporter francese che critica l’attacco insensato a internet: “Quando si vuole ammazzare il proprio cane lo si accusa di avere la rabbia. Chi vuole ammazzare la credibilità di internet, mette la propria da parte e accusa gli internauti delle peggiori cose” e, soprattutto, perché il settimanale francese ha fatto scrivere questo articolo ad una stagista e non ad un redattore? Insomma Dalio ci va giù duro.

Il problema principale è chiaro. Questa battaglia è una battaglia che la figlia di Le Pen ha fatto propria e questo è un problema. Ma non è la sola, dato che sullo stesso sito del settimanale francese molti commentatori chiedono le dimissioni del Ministro (come mostra un sondaggio dello stesso sito) e non sono loro. È un problema non da poco. Il Primo Ministro francese scrive in un libro di aver fatto del turismo sessuale, usando termini come gosses e jeunes garçons, e poi si difende dicendo che non ha specificato l’età.

Dalio riporta poi i commenti al sito dell’Express e a Arrêt sur images, sito che segue l’attualità dei media, in cui sono tantissime le persone che stigmatizzano le posizioni di Mitterand. La domanda sorge spontanea: sono tutti fascisti?


Polanski, la Polonia riapre la procedura di estradizione in Usa

http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/05/31/news/polanski_la_polonia_riapre_la_procedura_di_estradizione_in_usa-140987178/ di ARIANNA FINOS

La Polonia riaprirà la procedura di estradizione del regista Roman Polanski verso gli Stati Uniti, dove il cineasta è accusato di aver violentato una minorenne nel 1977. Il ministro della giustizia polacco ricorrerà in appello alla Corte Suprema per ribaltare la decisione della procura di Cracovia che lo scorso ottobre aveva respinto la richiesta di estradizione
Sembrava finita, e invece no. La Polonia ha riaperto la procedura di estradizione di Roman Polanski verso gli Stati Uniti, dove il regista è accusato di aver violentato una minorenne nel 1977. Parlando alla radio, il ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro ha annunciato che farà appello alla Corte Suprema per ribaltare la decisione dello scorso ottobre del procura di Cracovia, che aveva respinto la richiesta di estradizione. In quella occasione la procura di Cracovia aveva rinunciato all’appello. Ziobro, conservatore, è sempre stato favorevole all’estradizione del regista franco-polacco, 82 anni.
“Sono felice che sia finita aveva commentato Polanski all’indomani della decisione della procura di Cracovia. Questa storia è costata a me e alla mia famiglia molti sforzi, tempo e salute. E la mia famiglia ha sofferto anche più di me. Sapevo che sarebbe finita bene, non ho mai avuto il minimo dubbio”. Polanski ha sempre detto di avere fiducia nella giustizia polacca. “Quella degli Stati Uniti era una richiesta del tutto ingiusta. Ho confessato il reato, sono andato in carcere e ho scontato la pena”.
Polanski si era dichiarato colpevole di aver avuto un rapporto sessuale con una ragazzina di 13 anni, nel 1977. Aveva scontato 42 giorni di prigione a seguito di un accordo, poi era fuggito dagli Stati Uniti, temendo che i giudici potessero rivedere la sentenza e incarcerarlo per anni. La ragazzina, Samantha Geimer, fu violentata nella villa di Jack Nicholson, a Los Angeles, durante una sessione fotografica che era stata organizzata per lei e altre modelle.
Polanski aveva detto che avrebbe voluto girare un film sull’affare
Dreyfus in Polonia, ma solo a patto di non dover fronteggiare ancora la minaccia dell’estradizione. Il film su Dreyfus è una produzione da circa 35 milioni di euro, basato sul romanzo di Robert Harris An Officer and a Spy, con un cast di attori inglesi e americani.


http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/polonia-pronta-a-estradare-roman-polanski-accusato-di-stupro-negli-usa_2141091-201502a.shtml
1. Tgcom24
2. Mondo
ROMAN POLANSKIPOLONIAUSAVARSAVIACRACOVIA 29 ottobre 2015
Polonia pronta a estradare Roman Polanski: accusato di stupro negli Usa
L’annuncio arriva dopo la vittoria del partito di destra Diritto e giustizia alle elezioni. Il regista 82enne ammise di aver fatto sesso con una 13enne dopo averla drogata
Il nuovo governo di Varsavia è pronto a estradare il regista franco-polacco Roman Polanski verso gli Usa, dove è accusato di stupro. L’annuncio arriva dopo la vittoria alle elezioni politiche del partito di destra Diritto e giustizia (Pis), guidato da Jaroslaw Kaczynski. Il giudizio in via definitiva dei giudici di Cracovia è atteso per la giornata di venerdì. Lo stesso artista 82enne ammise di aver fatto sesso con una 13enne, dopo averla drogata
Il regista è ricercato negli Stati Uniti per aver stuprato nel 1977 Samantha Gailey che all’epoca aveva 13 anni. Dopo la vittoria di domenica il nuovo esecutivo polacco del Pis, che verrà presto formato, e i suoi leader si sono dichiarati favorevoli all’estradizione di Roman Polanski.
Gli Usa avevano chiesto alla Polonia di estradare il regista circa un anno fa, quando l’artista partecipò a una trasmissione tv sull’inaugurazione del Museo storico sugli ebrei polacchi a Varsavia.
Ma Roman Polanski potrebbe non andare mai negli Stati Uniti. Il regista, che attualmente risiede in Francia, possiede anche la nazionalità francese e la legge in vigore nel Paese impedisce l’estradizione dei propri cittadini.

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nimenhao 7 mesi fa
Il buon Kazcynski rimedierà la solita brutta figura in quanto certamente Polanski non sarà estradato in USA.
Il battage pubblicitario delle recenti politiche lo ha fatto sbandare un pochino in quanto a promesse sul nuovo corso della giustizia.
0 rispondi

bianco bianchi 7 mesi fa
PER QUESTE COSE GLI AMERICANI SONO PRECISI SE SBAGLI PAGHI ANCHE SE I TUTOI AMICI SONO RADICAL SCHIC, BENE DEVE ANDARE DENTRO E PAGARE LE SUE COLPE, BRAVI POLACCHI UN SEGNO DALL’EUROPA CHE FARE BEBE A TUTTI
1 rispondi
lucazest 7 mesi fa
Solo l’Italia non riesce ad ottenere le estradizioni dei vari professoroni brigatisti & c. che invece discontare gli ergastoli fanno la bella vita all estero, coccolati e osannati. La coppa è colma.

 

Svizzera: fermato Roman Polanski

Le autorità svizzere hanno eseguito il mandato di cattura statunitense del 1978. Stupore in Francia

Svolta nel caso Polanski: i legali ricusano i giudici di Los Angeles (Corriere della sera del 7 gennaio 2009)

ZURIGO (SVIZZERA) – Il regista polacco Roman Polanski si trova in stato di fermo in Svizzera. E’ stato fermato sabato (ma la notizia si è appresa solo oggi) quando ha messo piede sul territorio elvetico sulla base di un mandato d’arresto spiccato dagli Stati Uniti nel 1978, hanno annunciato gli organizzatori del Zurich Film Festival, che sta promuovendo una retrospettiva dedicata al cineasta di origini polacche. Polanski, che doveva ricevere un premio alla carriera al festival, vive in esilio in Europa da 30 anni. E’ fuggito dagli Stati Uniti, dove è accusato di avere avuto delle relazioni sessuali con una minorenne. Polanski è «in detenzione provvisoria in attesa di estradizione». Lo riferisce un portavoce del ministero della giustizia svizzero precisando che il regista può presentare un appello sulla decisione.

 

Samantha vittima due volte
Di Polanski e della giustizia

 

| 28/10/2009 |

Alla fine la vittima ha gettato la spugna: Samantha Geimer, vuole essere lasciata in pace e ha richiesto alla Corte di Appello di Los Angeles di archiviare il caso perché “non ne può più”. La donna, oggi quarantacinquenne, ha denunciato che la sua vita è diventata un inferno e non vede l’ora di tornare nell’anonimato in cui era vissuta finora.
Samantha, dunque, è stata due volte vittima: prima della violenza fisica, un atto gravissimo di pedofilia, e poi delle inutili lungaggini burocratiche della giustizia. Una giustizia che evidentemente non è uguale per tutti.
Da una parte una donna normale vittima di un abuso sessuale alla giovane età di 13 anni, dall´altra un regista famoso, reo confesso, ma considerato “intoccabile”, al punto che una ristretta cerchia di Vip del mondo del cinema e dello spettacolo si è mobilitata a sua difesa richiedendo il suo immediato rilascio e la non estradizione.
Non si tratta di stabilire un accanimento giudiziario verso Roman Polanski, ma di affermare che una biografia di successo non può giustificare un trattamento di favore perché nessuno è “al di sopra della legge”.
Non è la prima volta che accadono episodi del genere ed è per questo che il Parlamento europeo ha come priorità quella di elaborare al più presto una decisione quadro contro gli abusi sessuali sui minori e la pedofilia.
La proposta ha diversi obiettivi. In primo luogo, disporre sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive contro chi commette reati di abuso o sfruttamento sessuale di minori, facilitando innanzitutto le indagini sui reati e l’avvio dei procedimenti penali.
In secondo luogo, perseguire efficacemente i reati di abuso o sfruttamento sessuale commessi all’estero (anche in relazione al cosiddetto turismo sessuale), eliminando gli ostacoli alla cooperazione internazionale a livello giudiziario e di polizia.
Inoltre, in questo nuovo provvedimento un´attenzione speciale sarà dedicata alla tutela delle giovani vittime, assicurando loro un accesso più agevole alla tutela in ambito giudiziario, garantendo al tempo stesso la maggiore protezione possibile nel corso dei procedimenti e delle indagini al fine di evitare traumi.
Fondamentale, infine, sarà lo scambio tempestivo delle informazioni relative al casellari giudiziari, per far sì che i condannati per reati a sfondo sessuale siano interdetti dall’esercizio di attività che comportino contatti con i minori.
La motivazione che ha spinto il Parlamento europeo ad intraprendere questo percorso è semplice. Lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia infantile costituiscono, infatti, una gravissima violazione dei diritti umani e a pochi giorni dal 20 anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo (20 novembre 1989) far sentire la voce dei minori è un obbligo morale che riguarda tutti.
Tutti gli Stati membri, quindi, devono aumentare la soglia di protezione dei loro giovani cittadini, visto anche il continuo sviluppo delle moderne tecnologie, in particolare di Internet, e l’uso di nuove forme di adescamento online a scopo sessuale (il cosiddetto “grooming”) da parte dei pedofili.
Infine, la questione della “doppia vittimizzazione”, vale a dire la situazione di chi, vittima di un reato, si trova a divenire di nuovo vittima nel momento in cui si confronta con il processo, essendo sottoposto a una serie di accertamenti e di formalità che di fatto ne raddoppiano la sofferenza.
E’ una questione di schieramento, cioè porsi sempre, di fronte all’esercizio della violenza, dalla parte della vittima.

Roberta Angelilli e Gianni Pittella
Vice Presidenti Italiani del Parlamento Europeo


L’APPELLO CONTRO LA PEDOFILIA E CHI NON LA COMBATTE
“Punite Polanski”. Firma anche tu

 

| 10/10/2009 |

di Barbara Saltamartini – Il 30 settembre il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede la fine immediata dello stupro usato come arma di guerra. Il segretario di Stato, Hillary Clinton, ha sottolineato che spesso chi compie violenze sessuali nei conflitti armati  non viene punito e questa impunità spinge a commettere altri stupri. La pronuncia delle Nazioni Unite, che incide su contesti geopolitici di grande complessità, rende – per contrasto – ancora più surreale la vicenda che coinvolge Roman Polanski, arrestato pochi giorni orsono in Svizzera. Il regista, latitante da 30 anni, è infatti accusato di aver violentato una bambina di 13 anni: un abuso che egli stesso non ha mai negato. Per Roman Polanski è scesa in campo non solo buona parte di Hollywood ma persino la crema del cinema nostrano, dal candidato all’Oscar Giuseppe Tornatore a Michele Placido, da Marco Bellocchio a Monica Bellucci. Tutti uniti nell’esprimere  un’aprioristica solidarietà nei confronti del geniale regista di “Frantic”.
Ebbene, credo che sia giunto il momento di far sentire con forza la nostra voce. Una voce che deve provenire innanzitutto dalla società civile ma anche dal mondo della cultura, del giornalismo e della politica. Una voce inequivocabile che sancisca, senza se e senza ma, che non esistono arresti “orribili” e che lo stupro – tanto più quello contro una minorenne – è un delitto atroce ed inaccettabile, degno di essere punito sempre. Un delitto contro la persona e, ancora, un oltraggio a tutte le donne poiché ogni violenza fisica, psicologia e sessuale è una ferita inferta all’intera società.
E’ una questione che riguarda tutti noi. Perciò, dalle pagine di Libero, lancio l’appello affinché Roman Polanski non si sottragga più al suo giudice naturale, nel rispetto di un elementare principio di uguale trattamento e non discriminazione tra le persone.

Negato il rilascio: “Pericolo di fuga” –
Roman Polanski resta in carcere. Il Ministero della Giustizia svizzero ha respinto la richiesta di rilascio presentata dai legali del regista franco-polacco, arrestato il 26 settembre a Zurigo per una vicenda di violenza sessuale su una minorenne avvenuta nel 1977 negli Stati Uniti. Il portavoce del ministero della Giustizia elvetico ha motivato la decisione spiegando che c’è il rischio di fuga del regista. Gli Stati Uniti ne hanno chiesto l’estradizione.

 

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Hanno aderito alla sottoscrizione POLITICI DI OGNI SCHIERAMENTO, tra gli altri: Barbara Saltamartini – Responsabile nazionale Pari Opportunità PDL. Gianni Alemanno – Sindaco di Roma. Renata Polverini – Segretario generale UGL. Maurizio Lupi – Vice Presidente Camera dei Deputati. Ugo Sposetti – Deputato PD. Roberta Angelilli – Vice Presidente Parlamento Europeo con delega ai diritti dei minori. Paola Frassinetti – Vice Presidente Commissione Cultura Camera dei Deputati. Anna Maria Bernini – Vice Portavoce PDL e deputato. Isabella Bertolini – Direzione nazionale PDL. Paola Concia – Deputato PD. Carolina Lussana – Responsabile gruppo politico femminile LEGA NORD. Guglielmo Vaccaro – Componente direttivo PD. Luca Volontè – Capogruppo UDC Camera dei Deputati.

Le firme dei parlamentari

 

Rossi Maria Rosaria – Giustizia Lavoro Infanzia

Santelli Jole – Comm. Affari costituzionali V.P.

Stracquadanio Giorgio – I Commissione

Lorenzin Beatrice – I Commissione

Mussolini Alessandra – Parlamentare

Lopresti Nino – Parlamentare

De Girolamo Nunzia – Parlamentare

La Loggia Enrico – Parlamentare

Polidori Katia – Parlamentare

Bianconi Maurizio – Parlamentare

Laffranco Pietro – Parlamentare

Mazzocchi Antonio – Parlamentare

Porcu Carmelo – Parlamentare

Biava Francesco . Parlamentare

Raisi Enzo – Parlamentare

Landolfi Mario – Parlamentare

Gottardo Isidoro – Parlamentare

Faenzi Monica – Parlamentare

Decorato Riccardo – Parlamentare

Scandroglio Michele – Parlamentare

Catanoso Basilio – Parlamentare

Bellotti Luca  – Parlamentare

Bocciardo Mariella – Parlamentare

Castellani Carla – Parlamentare

Di Biagio Aldo – Parlamentare

Vignali Raffaello – Parlamentare

Cazzola Giuliano – Parlamentare

Murgia Bruno – Parlamentare

Taglialatela Marcello – Parlamentare

Toccafondi Gabriele – Parlamentare

Martinelli Marco – Parlamentare

Dima Giovanni – Parlamentare

Pelino Paola – Parlamentare

Destro Giustina – Parlamentare

Minasso Eugenio – Parlamentare

Calabria Annagrazia – Parlamentare

Beccalossi Viviana – Parlamentare

Patarino Carmine – Parlamentare

Di Virgilio Domenico – Parlamentare

Taddei Vincenzo – Parlamentare

Formichella Nicola – Parlamentare

Dell’Elce Giovanni – Parlamentare

Fucci Benedetto – Parlamentare

Vella Paolo – Parlamentare

Ceccacci Rubino Fiorella – Parlamentare

Pili Mauro – Parlamentare

Scalera Giuseppe – Parlamentare

Centemero Elena – Parlamentare

Carlucci Gabriella – Parlamentare

Speciale  Roberto – Parlamentare

Marini Giulio – Parlamentare

Holzmann Giorgio – Parlamentare

Rampelli Fabio – Parlamentare

 

 

Le firme a migliaia dei lettori

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