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Vietato toccare le coop,banche,assicuraz rosse

Commenti:
Sembra che si gareggi verso il peggio ed in questo periodo un vero concentrato di schifezze sembra addensarsi pesantemente in Toscana ( A) Montevarchi obbligo di assistere a nozze Omosessuali nella scuola + B) Lucca mostra “mostruosa” + Arezzo x Banche ladre Etruria… + Siena x MPS etc ed il governo fa da coperchio ).
Ma l’epidemia di intrallazzi , coperti dalla politica amica è dilagata in tutt’Italia ed in ogni settore , infatti vengono al pettine ogni dì fallimenti, inchieste di banche , assicurazioni , cooperative … Tutto ciò non credo che sia gradito alla parte buona , che pur esiste e soffre di ciò, ma che purtroppo non reagisce con sputi in faccia !!!!!!!

 

LINK: http://www.ilgiornale.it/news/politica/vietato-toccare-cooperative-condannati-belpietro-e-caprotti-1236055.html


L’assurdità di certe condanne a senso unico e sbandierate ai 4 venti grazie ad una certa magistratura le conosciamo da tempo, certe altre informazioni scomode invece commesse da chi gode i favori dell’informazione dominante, naturalmente “progressista e politicamente corretta” , passano sempre sottotraccia con gli ammortizzatori della “rossa” complicità politica, quando addirittura tentano di ribaltare senza coscienza le verità più lampanti, fino ad affermare una dittatura,… ma sempre rossa e democratica!
Leonida Laconico

Vietato toccare le cooperative: condannati Belpietro e Caprotti

Dieci mesi di carcere al direttore di “Libero” e al giornalista Nuzzi, sei al patron di Esselunga per aver divulgato intercettazioni abusive sulla gestione del personale dei supermercati rossi
Luca Fazzo – Mer, 16/03/2016 – 06:00
A novant’anni compiuti, a Bernardo Caprotti tocca entrare nell’albo dei condannati. Il fondatore di Esselunga, l’imprenditore vulcanico che ha cambiato il mondo di fare la spesa in Italia, ieri esce con una condanna a sei mesi di carcere dall’ultima puntata del suo eterno duello con le Coop rosse. Era accusato di ricettazione e diffamazione ai danni di due dirigenti del colosso dei supermercati di sinistra, per lui il pm aveva chiesto un anno e mezzo di carcere: il giudice lo assolve dall’accusa di ricettazione e lo condanna solo per diffamazione. Ma è un osso duro da inghiottire, per l’imprenditore che della battaglia contro lo strapotere delle Coop ha fatto l’orgoglio della sua vecchiaia.Era accusato di avere spalleggiato l’inchiesta di Libero che nel 2010 puntò il dito contro le intercettazioni abusive compiute da Coop Lombardia ai danni dei suoi dipendenti. Intercettazioni audio e video, che esistevano davvero, e sono agli atti del processo: ma che il dirigente Coop che le aveva ordinate ha giustificato con l’esigenza di monitorare le spese telefoniche di una filiale. E insieme a Caprotti vengono condannati il direttore di Libero Maurizio Belpietro e l’ex inviato Gianluigi Nuzzi, che si vedono infliggere dieci mesi per calunnia. Singolare il caso di Belpietro, cui il giudice nega la sospensione condizionale, perché ne avrebbe già usufruito per un’altra condanna al carcere: per questo la nuova pena gli viene tramutata in “libertà controllata”, col divieto di lasciare Milano, la visita quotidiana in commissariato, persino il ritiro della patente. Ma si tratta di un errore, perché la prima condanna di Belpietro è stata cancellata da una sentenza della Corte dei diritti dell’uomo.È possibile che prima della sentenza definitiva, sull’intera vicenda delle intercettazioni targate Coop e dell’inchiesta di Libero cali la prescrizione. Ma intanto la botta è forte. Per i due giornalisti, che si vedono condannare per un reato, la calunnia, praticamente mai contestato per un articolo di stampa: “E la cosa straordinaria – dice ieri sera Maurizio Belpietro – è che veniamo condannati per avere pubblicato una notizia vera. Le intercettazioni non ce le siamo inventate noi”. Ma la botta è forte soprattutto per Caprotti, finora sempre uscito vittorioso dagli scontri in tribunale con le Coop, buona parte originati dalla pubblicazione del suo pamphlet Falce e carrello.Ora invece arriva la condanna: causata dalla inconsistenza delle accuse che nell’inchiesta di Libero venivano riservate personalmente a due dirigenti delle Coop. Ma le carte dell’inchiesta raccontano che il tema delle intercettazioni abusive era discusso all’interno della Coop ben da prima che uscissero gli articoli di Libero. Walter Travaini, responsabile della security del Pd in Lombardia fino al 2009, capo della scorta privata di Pierluigi Bersani, ha testimoniato di avere trasportato il segretario del partito insieme a Fabio Quarta e Gianluca Migliorati, i due appaltatori della sicurezza nei negozi Coop, che poi diverranno le fonti di Libero: “Quarta e Migliorati avevano fatto il tragitto insieme con Bersani denunciando situazioni non lecite all’interno di Coop Lombardia, tra cui dazioni di denaro sotto forma di fatture e registrazioni audio e video dei dipendenti”. Ma partito e cooperative si guardarono bene dal rivolgersi alla magistratura.

Guai a chi tocca le Coop: condannati Caprotti e Belpietro

I magistrati difendono la Coop: “Così Caprotti spiava i concorrenti?”
La ministra Guidi garantiva gli affari del suo uomo
di Alessandro Sallusti
L’ALTRO VOLTO DEI LUPI TRAVESTITI DA AGNELLI

-SINDACATI che invece di difendere i lavoratori onesti coprono distrattamente gli assenteisti.
-BANCHE -COOP che invece di proteggere il risparmio, come da missione anche morale, della povera gente, commette vere e proprie scorrerie corsare nei depositi dei correntisti per gli spudorati e fasulli investimenti alla cieca e per compensi spropositati al personale.Tutto ciò avviene apertamente nonostante gli organi di controllo (naturalmente complici) e le conseguenze che i derubati potrebbero scatenare.
-ACCOGLIENZA MIGRANTI che, incoraggiando ciecamente, stupidamente o per interesse egoistico a tutti i costi questa folle invasione, si rende complice di un genocidio continuo: + imbarchi + annegamenti senza considerare il dissesto della ns. e della loro civiltà . Come se oggi l’Occidente flaccido, egoista, senza Valori e dilaniato da mille piaghe (Droga, stili di vita corrotti…) fosse in grado di “imporre” qualcosa di diverso dal consumismo materialista ed ateo.
-SCUOLE, MAGISTRATI, POLITICI ormai troppo di frequente portati a distorcere gli equilibri naturali ed i Valori universali all’insegna di un animo molto generoso, della libertà a tutti i costi, per non urtare l’altrui sensibilità etc … ricorrendo alle strette dell’evidenza ad impossibili giustificazioni.
Quindi, ricorrendo solo a qualche esempio, si assiste allibiti ed inermi (finchè possibile !) alla cancellazione della festa del papà per non urtare bimbi senza padre od addirittura con 2 , ad eliminare o nascondere i simboli cristiani al pubblico per non offendere altre religioni, a dover risarcire anche con cifre colossali chi “guardi storto” se ti assale in casa di giorno o di notte.
MA QUESTE PECORELLE QUANTO SONO TUTTE BUONE E DEMOCRATICHE !!!!!!!!!!!!!
Leonida Laconico


http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/la-coop-ti-spia-parla-alberto-r-limprenditore-milanese-che-ha-collocato-almeno-una-12342.htm

http://lavoratori-unicoop.blogspot.it/2010/01/la-coop-ti-spia.html ASSURDO , MA VERO!
La Coop ti spia,la CGIL sapeva.
Di Gianluigi Nuzzi.
Direttori di supermercati, manager, sindacalisti e poi giù sino a cassieri e persino i magazzinieri. Dopo lo scandalo Telecom, dei dossier predisposti sui dipendenti, emerge una nuova inquietante vicenda di microspie nei luoghi dove si lavora. In diverse coop in Lombardia sono state piazzate telecamere nascoste e sistemi di registrazioni audio per spiare i movimenti, le parole, i segreti, la vita privata di decine e decine di dipendenti. Occhi nascosti,piazzati negli uffici, nei box office, nei punti vendita, persino ai piani nobili della direzione centrale di Coop Lombardia.
Ma non solo filmati sui dipendenti. Venivano installati anche impianti di intercettazione nei centralini dei supermercati che registravano ogni telefonata. Centinaia e centinaia di conversazioni che venivano ascoltate, filtrate e vagliate. Da quelle innocenti sull’influenza dei figli di qualche dipendente sino alle storie di amori e amanti tra colleghi, di scontri tra cordate avverse di manager.
Libero ha raccolto prove di quanto accaduto. Ha sentito quasi un migliaio di file audio, visionato decine di filmati girati da telecamere nascoste in numerosi punti vendita. Il materiale inevitabilmente sarà a disposizione dell’autorità giudiziaria che vorrà valutare la rilevanza penale di quanto accaduto, sempre che qualche inchiesta non sia già avviata. Individuare chi ha autorizzato, organizzato e predisposto questo monitoraggio sui dipendenti delle coop. Chi ne era a conoscenza ed ha avvallato la rete clandestina d’ascolto. E, quindi capire soprattutto i motivi di questa attività d’ingerenza, i riflessi operativi che la raccolta informativa permetteva nei rapporti con dirigenti, quadri, maestranze sino a figure più sensibili come i sindacalisti. A noi, quindi, interessa soprattutto far luce su questo scandalo d’incursioni nella vita e nei segreti dei dipendenti di una grande azienda. Incursioni che fanno carta straccia dei diritti minimi dei lavoratori e di qualsiasi prerogativa sindacale.
politici in ballo
Da quanto Libero è in grado di ricostruire l’idea di monitorare l’attività dei dipendenti con ricognizioni audio e video risale agli inizi del 2004. All’epoca, da quanto affermano tre diversi testimoni, l’allora responsabile sicurezza di Coop Lombardia, Massimo Carnevali, avrebbe contattato un’azienda di intercettazioni dell’hinterland milanese per predisporre un progetto pilota affinché tutte le conversazioni venissero registrate. L’idea di partenza era quella di estendere poi l’iniziativa a tutti i 50 punti vendita della regione. In modo che rimanessero custodite tutte le conversazioni che passavano dai centralini. Il primo progetto cadde sulla coop di Vigevano, alle porte di Pavia. Nel maggio del 2004 venne installata la prima centrale occulta d’ascolto. L’operazione avvenne di notte con gli operai della ditta specializzata che entrarono nella coop dopo che i responsabili sicurezza del supermercato avevano disinserito l’allarme. La centrale rimase attiva tre settimane e vennero raccolte oltre 800 telefonate. Nei mesi successivi vennero filtrate e ripulite da rumori e brusii di sottofondo.
Dove queste siano finite ancora non è chiaro. Di sicuro il cd rom con tutte le conversazioni venne consegnato, alla presenza di testimoni, alla direzione centrale di Coop Lombardia di viale Famagosta: all’incontro avrebbe partecipato anche Daniele Ferré, già vice sindaco di Busto Arsizio in quota Pds poi arrestato per concussione durante Mani pulite, uno dei dirigenti di rilievo del colosso della distribuzione in regione. Ferrè nel 2004 uscì assolto dalle accuse, veltroniano, oggi ricopre un incarico di primo piano nel mondo delle cooperative: è direttore sviluppo e affari istituzionali di Coop Lombardia, nella direzione di Legacoop Lombardia e partecipa all’assemblea regionale del Pd.
I file audio raccontano storie di varia umanità che all’orecchio di chiunque possono sembrare persino innocenti. Figli ammalati, litigi tra coniugi tra le conversazioni private ma anche storie segrete di amori nascosti tra dipendenti che avevano la doppia vita tra amante e famiglia. Debolezze, umanità che forse potevano interessare a chi doveva mettere in atto giochi di forza.
Mentre era allo studio il progetto delle intercettazioni audio, la stessa società venne coinvolta in altri delicatissimi incarichi. L’installazione di telecamere nascoste sia all’ipercoop “la Torre” di Milano, ad esempio, con la giustificazione di riprendere eventuali dipendenti sleali, sia alla direzione generale, nel dicembre del 2007. Nel frattempo entra in azione un’altra telecamera nascosta in direzione generale. Stavolta l’obiettivo si allarga su E.A. che si occupa di qualità e di rapporti con i clienti. Per settimane, a sua insaputa, viene registrato ogni movimento in ufficio. La dipendente è una figura sensibile visto che ricopre anche la carica di sindacalista. Il perché di questa azione non è chiaro. Non si capisce se qualcuno all’interno di coop abbia voluto creare un dossier sulla donna o se ci fossero dei motivi particolari a stringere lo zoom sui suoi movimenti. La voce all’interno di coop, seccamente smentita dall’interessata, è che violasse la corrispondenza di un collega. Fosse anche così non è una giustificazione per filmarne i movimenti.
dietro i quadri
Che non si tratti di episodi isolati ma di scelte strategiche nei rapporti con i dipendenti in modo da conoscerne ogni lato e sapersi comportare di conseguenza lo si evince dal numero di telecamere nascoste piazzate negli ultimi anni. Da quanto è in grado di ricostruire Libero, limitandosi agli episodi certi e documentati con materiale video, il Grande Fratello era presente anche alle coop di Bonola e in quella di via Palmanova. Riprese sulle cassiere, nei magazzini, con l’occhio vigili nascosto dietro a quadri e orologi. Telecamere abusive quindi che venivano installate all’insaputa dei dipendenti e che filmavano con inquadrature e angolature diverse rispetto a quelle predisposte per la sicurezza della coop.
13/01/2010
http://www.triesteprima.it/cronaca/coop-spariti-oltre-100-milioni-di-euro-ressa-davanti-gli-uffici.html
Coop, spariti oltre 100 milioni di euro: Trieste ressa davanti gli uffici
Leonida Laconico CHE SCHIFO LE COOP (Spariti 100 milioni solo a Trieste 10.’14), I SOLITI MANEGGIONI ROSSI CHE,OLTRE A GODERE DI PROTEZIONI MONOPOLISTICHE ED ESENZIONE DI TASSE. SPIANDO (come provato + volte) I PROPRI DIPENDENTI, SENZA DIMENTICARE MONTE PASCHI, UNIPOL RAPINATORI DEGLI STESSI PROLETARI. Leonida.Laconico@gmx.com
http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2014/10/20/news/renier-rimborsi-impossibili-1.10146927 LINK-VIDEO
http://lavoratori-unicoop.blogspot.it/2010/01/la-coop-ti-spia.html ASSURDO , MA VERO!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/07/coopsette-lagonia-del-simbolo-della-emilia-operaia-e-comunista-in-liquidazione-e-con-1300-creditori-e-mille-sono-soci/2198869/

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/11/11/15A08331/sg;jsessionid=zvVK4siK6v3ptGAYaArNXQ__.ntc-as4-guri2a MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 30 ottobre 2015
Liquidazione coatta amministrativa della “Coopsette societa’ cooperativa in sigla Coopsette o Coopsette soc. coop.”, in Castelnovo di Sotto

http://www.secoloditalia.it/2016/03/boschi-junior-assunto-in-coop-rossa-preso-per-curriculum/

Boschi junior assunto in una coop rossa: “Preso per il curriculum”
Le politiche per l’occupazione giovanile del governo Renzi? Funzionano. Per avere conferma chiedete al 28enne Pier Francesco Boschi, fratello minore del ministro delle riforme Maria Elena Boschi, assunto in una coop rossa di Ravenna. A darne notizia è Il Fatto quotidiano che ricorda con l’occasione la carriera fortunata di un altro fratello della Boschi, Emanuele Boschi, 33 anni. Appena laureato, nel 2007, era stato assunto in Banca Etruria. Dopo lo scandalo e il commissariamento della Banca con la rimozione di papà Boschi, Emanuele è andato a lavorare, come ricorda il sito Formiche, “nello studio legale di Umberto Tombari, dove all’epoca lavorava Francesco Bonifazi, suo ex fidanzato, oggi un “renziano” di ferro e tesoriere del Pd, ancora molto amico di Maria Elen. Non uno studio legale qualsiasi, ma il più importante di Firenze in tema di diritto societario”.
I curriculum di Pier Francesco ed Emanuele Boschi
Carriera altrettanto fortunata per Pier Francesco, il più piccolo dei fratelli Boschi. Nato nel 1988, ad appena 27 anni è già un ingegnere assunto con contratto regolare alla Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, la storica cooperativa rossa. Interpellato dal Fatto quotidiano, il direttore generale della coop, Roberto Macrì ha risposto: “Pier Francesco Boschi è un laureato con ottimi voti, mi pare 106 su 110, in ingegneria a Bologna. Non so come è stato selezionato ma escludo che sia stato raccomandato da qualcuno”. Cade dalle nuvole anche l’ex amministratore delegato della coop Cmc, Dario Foschini, che era in carica quando Boschi junior venne assunto: “Solo dopo la sua assunzione, parlando con i miei collaboratori, ho scoperto che il fratello del ministro Boschi lavora con noi”. Ad assicurare che non sia un raccomandato, dicono dalla coop, il fatto che Pier Francesco Boschi è stato trasferito in un cantiere di Caltanissetta. “Se io fossi un raccomandato non mi farei trasferire in Siciliia”, spiega Macrì. A 27 anni, appena laureato, Boschi è stato assunto solo per il suo corso di studi. Un segnale di speranza per i giovani laureandi italiani. Alla Cooperativa Muratori e cementisti di Ravenna prendono tutti per il curriculum.


BANCA (ROSSA) MONTE PASCHI SIENA ,KAPUT

http://www.ilgiornale.it/news/politica/tracollo-mps-vale-meno-caff-1212474.html Tracollo Mps: vale meno di un caffè
http://www.repubblica.it/economia/finanza/2016/01/20/news/mps_viola_andamento_titolo_senza_riscontro_in_conti-131640550/ Mps crolla di nuovo: -22%. Viola: “Andamento senza riscontro in conti”
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2016/01/18/petrolio-brent-a-minimi-2003-dopo-fine-sanzioni-iran_7296f6b6-b14d-45ed-a4d0-012e2c4fd168.html
Borsa in picchiata. Allarme Consob per Mps

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/mafia_capitale_altri_politici_coinvolti-1832423.html Mafia Capitale, altri politici coinvolti: ci sono anche due big del Pd
Salvatore Buzzi, il ras delle coop rosse già alla sbarra

 

MAFIA CAPITALE: “TOTTI GUADAGNA 75MILA EURO AL MESE SUGLI ZINGARI”! IL GIORNALISTA DEL FATTO SPUTTANA L’OTTAVO RE DI ROMA

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LINK: http://www.leonida-laconico.eu/2016/06/13/rapine-meglio-con-armi-o-conti-correnti-evaporati-il-borghese/ Rapine meglio con armi o conti correnti evaporati

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/22/unipol-abbiamo-una-banca-che-perde-come-un-colabrodo/ Unipol, abbiamo una banca che perde come un colabrodo -DI ANTONIO VANUZZO -L’anello debole della galassia finanziaria delle cooperative è Unipol banca. L’istituto fondato tra gli altri da Giovanni Consorte è da tempo in cerca di partnership. I suoi conti, però, non sono buoni: i crediti dubbi superano il 15% degli impieghi e la loro percentuale di copertura è più bassa dei competitori.

http://tg.la7.it/economia/carige-e-unipolsai-arresti-e-perquisizioni-22-05-2014-84033 VIDEO_ Carige e Unipolsai, arresti e perquisizioni -22.05.2014

http://www.ilnord.it/b-2422_CARIGE_E_UNIPOLSAI_TRAVOLTE_DALLE_INCHIESTE_AGGIOTAGGIO_TRUFFE_ARRESTI

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/24/unipol-continua-bruciare-liquidita-banca-gruppo-pozzo-fondo/1619380/
Wikipedia : Pozzo di San Patrizio è un’espressione che indica una riserva misteriosa e sconfinata di ricchezze.
L’Italia vuole continuare a credere ancora a questo miracoloso pozzo …senza fondo, che non rischia mai il prosciugamento, ma ha aggirato la legenda con una soluzione davvero originale, ma non del tutto filantropica: BASTA PROSCIUGARE GLI ITALIANI (direttamente o indirettamente Banche Etruria, MPS… – Equitalia – IMU ….), NON IL POZZO . Come farebbe lo Stato a mantenere altri costi parassitari oltre a quelli faraonici per l’immigrazione, politici, superburocrati, e ruberie varie !
Leonida Laconico

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