Economia, Lavoro, Sindacati, COOP, Estero, Ius soli

Reddito di cittadinanza senza lavorare. che pacchia! Grazie Grillo,ma Svizzera e Finlandia….

(In fondo , dopo Finlandia commento di Leonida Laconico)

Wikipedia : Pozzo di San Patrizio è un’espressione che indica una riserva misteriosa e sconfinata di ricchezze.

L’Italia vuole continuare a credere ancora a questo miracoloso pozzo …senza fondo, che non rischia mai il prosciugamento, ma ha aggirato la legenda con una soluzione davvero originale, ma non del tutto filantropica: BASTA PROSCIUGARE GLI ITALIANI (direttamente o indirettamente Banche  ETRURIA, MPS /MONTE PASCHI DI SIENA – EQUITALIA –  COOP –ALITALIA – IMU ….) NON IL POZZO !  Come farebbe lo Stato a mantenere altri costi parassitari oltre a quelli faraonici per l’immigrazione, dei politici, superburocrati, e ruberie varie !?

Da notare che la ricca ed accogliente Svizzera (Articoli seguenti) anni fa ha sigillato questo assurdo pozzo.

5.’17               Leonida Laconico

 

Reddito senza lavorare? Gli svizzeri dicono no logicamente!

Largamente bocciato il quesito che offriva a tutti oltre duemila euro al mese

N.B. «reddito di cittadinanza»,tanto caro in Italia a Beppe Grillo e al Movim.5 Stelle.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/reddito-senza-laavorre-svizzeri-dicono-no-1267996.html 

 

 

Redazione – Lun, 06/06/2016 – 06:00

Come previsto, la Svizzera boccia il reddito statale di cittadinanza per tutti. Chiamati alle urne, gli elettori elvetici hanno respinto con una valanga di «No» (il 76,9% dei voti espressi) la proposta referendaria di introdurre un «reddito di base incondizionato» (Rbi) per ogni cittadino, dalla nascita fino al decesso.

Promossa da un comitato indipendente sostenuto a livello politico solo dai Verdi e dall’estrema sinistra, l’iniziativa chiedeva alla Confederazione di istituire un reddito minimo affinché tutta la popolazione potesse condurre «un’esistenza dignitosa» e partecipare alla vita pubblica, anche senza lavorare. Nessuno dei 26 cantoni del Paese ha approvato il testo.

Nel referendum non si specificava un importo preciso, delegando la questione al legislatore, ma i promotori dell’iniziativa avevano ipotizzato la somma di 2.500 franchi al mese per gli adulti (circa 2.250 euro) e di 625 franchi per i minorenni. L’importo sarebbe stato versato indipendentemente dal reddito e dalla situazione patrimoniale dei beneficiari. Lo stato avrebbe dovuto versare mensilmente l’Rbi a chi non ha lavoro e integrare gli stipendi più bassi fino a questa cifra. Per chi guadagna oltre questa soglia non ci sarebbe dovuto essere nessun versamento. Secondo i promotori, con l’Rbi si risolverebbe il problema dei posti di lavoro che saranno cancellati da informatizzazione e robotizzazione. Ma il finanziamento dell’iniziativa non era molto chiaro e prevedeva forti prelievi fiscali.

Primi al mondo a poter votare su una cosa del genere, agli svizzeri non è piaciuto il nuovo «contratto sociale» promosso dai fautori dell’iniziativa e hanno preferito seguire le indicazioni del governo, della maggioranza dei partiti e degli imprenditori, contrari ad un testo giudicato pericoloso e utopistico.


Il buon senso cancella la demagogia cara a Grillo ed il Movim.5Stelle

http://www.ilgiornale.it/news/politica/buon-senso-cancella-demagogia-1267997.html

Carlo Lottieri – Lun, 06/06/2016 – 06:00

 

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Il voto popolare che in Svizzera, con una maggioranza schiacciante, ha bocciato l’ipotesi di un reddito incondizionato di base (la variante elvetica di quel «reddito di cittadinanza» tanto caro in Italia a Beppe Grillo e al movimento Cinquestelle) non può sorprendere più che tanto. D’altra parte, non è la prima volta che i cittadini svizzeri bocciano proposte demagogiche e contrarie al buon senso. L’iniziativa popolare su cui ieri si è votato avrebbe voluto introdurre un aiuto incondizionato che, secondo alcuni, doveva essere intorno ai 2.500 franchi al mese. Visto il costo della vita tra Zurigo e Basilea, la cifra non è altissima, ma comunque in grado di assicurare una vita dignitosa a chiunque: lavoratore o meno. Si voleva garantire un livello altissimo di welfare, anticipando una soluzione che probabilmente verrà presto adottata in Finlandia e, in forma sperimentale, in qualche area dell’Olanda. Gli svizzeri però si sono espressi nettamente contro questa ipotesi per tutta una serie di motivi. Molti degli oppositori hanno evidenziato come il bilancio statale sarebbe stato messo a dura prova da una spesa di tali dimensioni. Ancor più di questo, però, ha pesato la convinzione che un tale sistema assistenziale avrebbe minato il principio di responsabilità. Se qualcuno riceve soldi senza lavorare, deve esserci qualcuno che lavora senza ottenere benefici. L’elettorato elvetico ha avvertito i rischi deresponsabilizzanti di una misura tanto ingiusta, che avrebbe tolto incentivi ai giovani spingendoli a vivere in maniera parassitaria. Con il proprio comportamento alle urne, gli svizzeri hanno mostrato di avere chiaro come la ricchezza non scenda dal cielo e d’altra parte non è la prima volta che essi bocciano proposte assai populiste: come quando si trattava di tassare i «ricchi» o di alzare i salari minimi.

Pure in questa occasione la Svizzera ha mostrato una ragionevolezza che non è facile riscontrare altrove. Per quale motivo? Il sistema federale svizzero si basa su governi locali, ampiamente finanziati dai propri cittadini. In questo contesto il cittadino è portato a collegare strettamente i costi e i benefici, senza illudersi che ci sarà qualcun altro che verrà a pagare il conto. Nel corso della storia una simile localizzazione del potere ha favorito la crescente responsabilizzazione degli attori politici. Oltre a ciò, la democrazia diretta ha aiutato il formarsi di una maturità che altrove è un miraggio. Non sempre il giudizio che emerge dal voto popolare è corretto, ma è pur vero che questa continua pratica del voto sulle più diverse questioni aiuta in vario modo l’opinione pubblica a riflettere e rigettare le scorciatoie. Gli svizzeri sanno che la ricchezza più nobile proviene dai servizi che svolgiamo per gli altri e hanno visto nel denaro facile elargito dalla federazione un elemento che avrebbe potuto corrompere la tempra stessa della società. Hanno difeso la proprietà e il lavoro, persuasi che anche i più poveri abbiano tutto di guadagnare da questo.


Modello Finlandia: volete il reddito di cittadinanza? Scordatevi il welfare

http://www.linkiesta.it/it/article/2017/01/05/modello-finlandia-volete-il-reddito-di-cittadinanza-scordatevi-il-welf/32871/

Nel Paese scandinavo parte la sperimentazione per un reddito di base da 560 euro per i disoccupati. Andrà a sostituire i sussidi di disoccupazione. Ed è un segnale: il lavoro diventa sempre più marginale nelle società che affrontano l’automazione ed i robot.

Certo  è impossibile conciliare con certi Governi i vari aspetti spesso contrastanti tra mondo del Lavoro, Giovani, immigrati, Globalizzazione … :

Quando il LAVORO non mancava, c’erano scioperi per 1000 motivi/pretesti; quando cominciò a scarseggiare gl’italiani e soprattutto i giovani, sedotti dalla New Economy, furono rimpiazzati dagli immigrati; quando l’abbaglio della  New Economy è svanito, il LAVORO è crollato grazie agli ultimi governi assieme a tutto il mondo produttivo sopravvissuto anche con le inammissibili delocalizzazioni aziendali, in attesa ormai di prostituirsi in cerca del primo  acquirente straniero.

Ora  purtroppo la stragrande maggioranza della  gioventù s’è abituata al dolce far nulla, tanto ci sono gl’immigrati per molti lavori e non mancano i soldi di babbo e nonni anche per la droga, ma nel contempo, mentre il LAVORO è morto, l’immigrazione incontrollata, e soprattutto clandestina, è diventata invasione (col sorriso sulle labbra delle sinistre per scopi elettorali e della Chiesa per il crollo delle vocazioni ed altri difettucci) e vera minaccia dell’intera civiltà occidentale.

In questa drammatica situazione ci sono spezzoni della politica che orecchiano, al solito per far bella figura, benevolmente certe bufale ultra-demagogiche come il “reddito di cittadinanza senza lavorare(in particolare Movim. 5*****), proporre per questo male una cura peggiore del male: tra i disoccupati, meglio definibili, in modo alquanto crudo, NON produttivi nelle varie forme,  possiamo annoverare:

INFANTI E STUDENTI FINO ALLA LAUREA,

GIOVANI  VOGLIOSI E CONTRARI/ARRESI ALLA RICERCA DI LAVORO,

MALATI VERI E FALSI

INVALIDI VERI E FALSI

POLITICI E SINDACALISTI 

LADRI E DELINQUENTI IN SERVIZIO PERMANENTE

LADRI E DELINQUENTI IN GALERA (CON RARA PRESENZA DI POLITICI)

ESPATRIATI PER NECESSITÀ 

SENZA LAVORO PER CESSAZIONE O CHIUSURA ATTIVITÀ INDIPENDENTE O DIPENDENTE IN ETÀ PRE-   PENSIONABILE    

ESODATI

FALLITI PER CAUSE PROPRIE OD ESTERNE (ANCHE PER ASSEGNI BANCARI INESIGIBILI ED ORMAI CON PROTESTI NON PENALI, CHE HANNO CREATO UN BLOCCO DI SFIDUCIA E SOSPETTI ).

PENSIONATI (ORMAI TANTI ALL’ESTERO) PIÙ LONGEVI, GRAZIE  A DIO, MA NON ALLE CASSE DELLO STATO ALLE PRESE CON SPERPERI, VITALIZI E DEBITO PUBBLICO CON CRESCITA QUOTIDIANA.

IMMIGRATI NATURALIZZATI FINOGGI (?) , MA COSA AVVERREBBE SE S’AZZARDANO AD APPROVARE LO “IUS SOLI” CON L’ECONOMIA SEMPRE PIU’ ALLA DERIVA?

Non posso , né voglio fare calcoli algebrici avventati per indicare, in riferimento alla sterminata schiera suindicata, il rapporto statistico tra il fronte produttivo e NON, ma una cosa è certa traendo una logica ferrea dalla legislatura in materia della Finlandia, nazione che, pur tra le più attente all’assistenza sociale, ha dovuto, con vera concretezza, proporre l’out-out tra reddito garantito ed il cosidetto welfare, ma considerando che col progressivo aumento dell’età media il periodo produttivo si contrae, mentre il consumismo e le gabelle statali non consentono di stringere oltre un certo livello, non resta che aumentare  il ciclo lavorativo.  La Finlandia conferma con saggezza un antico detto: Non si può avere la botte piena e la moglie sbronza! 

Con l’aria che tira tra tante aziende, anche storiche, che chiudono ed altre che senza bisogni impellenti,ma  solo per l’avidità di qualche euro in più, cedono alla prima occasione , con rarissime aperture ; invasione migratoria con la minaccia  dello “ius soli”; il crollo del ricambio generazionale per incapacità ed assenza di vocazione al sacrificio …;  come procurare quest’ulterione montagna di euro? Sarebbe quindi demenziale insistere su questa strada, ma se dovesse passare questa follia forse tanti altri comreso me decideranno di approfittare ?

1.’17               Leonida Laconico

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