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La Flotta Laura – Vignette di Alfio Krancic.

La Boldrini auspica il ritorno delle ONG - L'Ammiraglia - La Flotta Laura
La Boldrini auspica il ritorno delle ONG – L’Ammiraglia – La Flotta Laura

ONG tornino ….:   , ma di nascosto al terribile Giudice Zuccaro di CT. che,  da Ammi – RAGLIA la potrebbe assegnare ad uno zoo come raro esempio umano che riesca a ragliare melodiosamente  avendo già anche le orecchie adatte, o , in alternativa, degradarla a …mozzo (o mozza?) di bordo!

Leonida Laconico


Migranti, Boldrini non molla: “Le navi Ong tornino in mare”

Il presidente della Camera torna alla carica e chiede un intervento delle Ong nel Mediterraneo: “Non può restare sguarnito”

“Le Organizzazioni non governative sono il braccio operativo delle agenzie delle Nazioni Unite, sono importantissime nei contesti in cui si opera, svolgono un’azione importante, così come svolgono un’azione importante nel Mediterraneo: l’azione di salvare vite umane”, ha affermato durante la sua visita alla base di pronto intervento dell’Onu a Brindisi.

Poi ha esplicitato ancora di più il suo appello affinché di fatto si torni alla situazione a cui il Viminale ha posto rimedio negli scorsi mesi, ovvero a un Mediterraneo presidiato dalle navi delle Ong: “Spero che ci sia un ritorno di un’attività delle Ong in mare – ha proseguito – perché come abbiamo visto negli ultimi eventi, purtroppo la vita umana è in pericolo nel nostro Mediterraneo. Avere più attori che operano per salvarla è qualcosa di importante. Non può essere un metodo per gestire i flussi migratori lasciar sguarnito il nostro Mediterraneo”. Poi nel pomeriggio il presidente della Camera ha ribadito la sua idea anche su Twitter: “La vita umana nel Mediterraneo è in pericolo. Le Ong svolgono un ruolo importante e sono il braccio operativo agenzie Onu. Spero possano tornare a salvare le persone in difficoltà. I flussi migratori non si gestiscono lasciando sguarnito il mare”.

    


Krancic “invade” le librerie. A colpi di satira
Vignettista del Giornale dal 1994, Alfio Krancic per un attimo preferisce la penna alla matita di sempre

Krancic “invade” le librerie. A colpi di satira Vignettista del Giornale dal 1994, Alfio Krancic per un attimo preferisce la penna alla matita di sempre Clicca sull'immagine per ingrandire
Krancic “invade” le librerie. A colpi di satira Vignettista del Giornale dal 1994, Alfio Krancic per un attimo preferisce la penna alla matita di sempre Clicca sull’immagine per ingrandire

Si fa prima a dire quello non è La grande invasione (Tabula fati, pagg. 128, euro 10) prima raccolta di racconti di Alfio Krancic, vignettista del Giornale dal 1994 che, per un attimo, preferisce la penna alla matita di sempre.

Il “Vignettista” Alfio Krancic

Il vignettista Alfio Krancic

Non è buonista, non è politically-correct, non fa satira unidirezionale. E si finisce qui, perché nei cinque racconti, scritti in momenti diversi, che compongono il libro, entrano con toni dissacranti: immigrazione e crisi economica, politica e fanta-politica. Krancic, alla prima prova da narratore dopo vari volumi di vignette, mette in campo una schiera di personaggi che, senza sforzo, il lettore riconosce in quelli che popolano il panorama politico e televisivo. Fa viaggiare il lettore nel passato, giocando a scombinare le carte della storia, e in un presente anestetizzato dai reality e afflitto da un ottuso buonismo.

Mischia riferimenti letterari, come quelli a 1984 di George Orwell, ed eventi realmente accaduti come i fatti della scuola Diaz, durante il G8 di Genova. Il libro prende il titolo dal primo racconto, in cui Hitler progetta di invadere l’Inghilterra inviando imbarcazioni colme di profughi. Quando il piano fallisce il Führer si chiede «Quale nazione ora, o in futuro, accoglierebbe centinaia di migliaia, milioni di migranti senza reagire. Una porcheria che non funzionerà mai!». Nell’altro salto indietro nella storia si immagina la sconfitta di Garibaldi ad opera degli anti-risorgimentali, mentre tra i due racconti ambientati nel presente spicca per sarcasmo e brillantezza La freccia nera, in cui un gruppo di persone, uniti dalla nostalgia per i programmi RAI in bianco e nero, che si organizza per assaltare la casa del Grande Fratello, smantellare tutti i reality e rimanendone invece inglobato.

In Racconto Gitano, il protagonista è invece un italiano vessato dalle tasse che vuole diventare rom, riuscendo così a non pagare le tasse, entrare in politica ed essere nominato «Salvatore della Patria». Nell’ultimo racconto l’autore immagina le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio in seguito a una crisi economica dilagante. A conti fatti quasi una previsione di quello che sarebbe poi accaduto il 12 novembre 2011 (Krancic si è immaginato tutto con più un anno di anticipo). Cinque punture di spillo che fanno sussultare e riflettere.

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