Krancic, Politica, Sinistra

CALCIO,nel ventennio i campioni del mondo,allenati da un dittatore alpino, scelsero per premio una foto – Nel 2017 invece i “milionari” hanno scelto un’umiliante ritirata di Russia e subito a casa – Vignette di Alfio Krancic.

CALCIO, per i 2 mondiali vinti nel tremendo ventennio la nazionale allenata dall’alpino-dittatore Vittorio Pozzo
, all’offerta del meritato premio senza limiti, i giocatori all’unisono chiesero 1 foto con dedica del Duce, un altro dittatore che monotonia, ma …ex bersagliere anche lui piumato..
Nel 2017 gli eredi milionari … battono in ingloriosa ritirata subito a casa , ma riusciranno a consolarsi col calcio-balilla, di antica memoria, naturalmente semplice svago non sport(!)? Ma è possibile risolvere il problema “arruolando” alpini e dittatori per rasserenare Italia e tifosi ? L. L.


PER SFOGARE IL MIO TURBAMENTO PER LA STORICA ESCLUSIONE DELL’ITALIA DAI MONDIALI DI CALCetto , NON IMPREVISTA, DATO IL PESSIMISMO CHE DA ANNI COLTIVO, MENTRE I PIU’ COLTIVANO STERMINATE ESTENSIONI DI GRAMIGNA.

E SICCOME I MALI NON VENGONO MAI SOLI, PERCHE’ QUESTA INFESTANTE DIVORA TUTTO ED IL CALCIO E’ UNA PARTICELLA NON MISURABILE IN ETTARI, MA IN ASTRATTI QUINTALI DI VALORI ETICI, CHE, PUR SIGNIFICATIVA, HA PROCURATO UN LUTTO NAZIONALE , ANCHE PERCHE’ SONO MOLTI I RIFUGIATI IN QUESTA PRATICA CHE, DA ANNI, IO STENTO A DEFINIRE SPORTIVA.

QUINDI PREFERISCO   PARTIRE DALLA SAGGIA FRASE METAFORICA DEL PASSATO:

“Meglio il pianto di una sconfitta che la vergogna di non aver lottato”

"Meglio il pianto di una sconfitta che la vergogna di non aver lottato"
“Meglio il pianto di una sconfitta che la vergogna di non aver lottato”

Benito Mussolini


 

QUINDI NELLO SPORT IN GENERE OCCORRE LOTTARE CONTRO :

*LO STRAPOTERE DI  SPETTACOLO ED MERCATO  -*LA DISTRUZIONE DEI VIVAI NAZIONALI , ATROFIZZANDO LE SPERANZE DEL FUTURO  -* L’INVASIONE IMMIGRATORIA CALCISTICA ANCHE PER RIUSCIRE A RICONOSCERE VISIVAMENTE DI CHE NAZIONALITA’ SONO LE SQUADRE IN CAMPO; QUINDI AL MASSIMO IL RITORNO A QUEI 2 / 3 ORIUNDI PER ATTINGERE STILI E TECNICHE DA SCUOLE  STRANIERE, MA EVITARE ASSOLUTAMENTE CHE GLI ORIUNDI SIANO GL’ITALIANI!  -* I COSTI D’INGAGGIO E MANTENIMENTO COLOSSALI ED IMMORALI , CHE PERALTRO POSSONO CONFIGURARSI COME EMORRAGIE ECONOMICHE ED ALLA FINE CONSEGUENTI FUGHE DI CAPITALI ALL’ESTERO  ……

Leonida Laconico

CAMBIANO I TEMPI, CAMBIANO IDEE, MODE, IDOLI  ed …. al peggio non c’è fine, …. Ma solo LA FINE !

Mondiali del 1938 in Francia. Il saluto fascista dei giocatori italiani prima della finale vinta contro l'Ungheria 4-2
Mondiali del 1938 in Francia. Il saluto fascista dei giocatori italiani prima della finale vinta contro l’Ungheria 4-2

http://www.secoloditalia.it/2016/03/sentenza-storica-in-onore-dei-caduti-saluto-romano-non-reato/

https://www.cartolinedalventennio.it/layout/curiosita/122-campioni-del-mondo

Nel 1934, senza badare a spese, l’Italia ospitò i mondiali di calcio, i secondi della storia. Gli stadi utilizzati per la competizione furono 8 e quasi tutti di recente costruzione.

Per Mussolini la manifestazione rappresentava un’abile mossa propagandistica per mostrare al mondo lo spirito giovanile e gagliardo dell’Italia fascista. Il regime aveva tra i suoi obiettivi il risanamento fisico degli italiani e lo sport rappresentava quindi un ottimo strumento per forgiare un popolo scattante e fisicamente perfetto….


Vittorio Pozzo l’Allenatore Alpino al Servizio dell’Italia
Vittorio Pozzo l’Allenatore Alpino al Servizio dell’Italia

L’Allenatore della nostra nazionale era Vittorio Pozzo (1) , un giornalista prestato al calcio. Un uomo duro che impose alla squadra, in ritiro nei pressi di Firenze, uno stile militaresco e spartano.  Le poche  distrazioni erano rappresentate dalle passeggiate e dai massaggi. Una sera per distrarsi alcuni giocatori andarono a vedere il Rigoletto e poi proseguirono la serata con una cena in trattoria. Il giorno dopo ricevettero un solenne rimprovero perché: < Non siete venuti qui per andare in trattoria, a teatro, per fare del turismo, ma per allenarvi a giocare e a vincere il campionato mondiale >. ………..

Pensate che ai calciatori non era permesso nemmeno uscire dal ritiro per andare dal barbiere. Pozzo fece in modo che fosse il barbiere a raggiungere il ritiro e non viceversa. Uno dei passatempi era rappresentato dal poker. Pare che Meazza avesse perso al gioco anche il premio partita per la vittoria finale.  …………..

L’Italia vinse per 2 a 1. Il premio per la vittoria fu di 10.000 lire a testa. Alcuni testi riportano la notizia di una colletta nazionale che portò ai giocatori ulteriori 10.000 lire. Dopo i festeggiamenti di rito sul campo, alle ore 21.00 un torpedone con la squadra azzurra raggiunse Piazza Colonna per ricevere gli applausi da quella che fu descritta come una <vera marea umana>. La squadra fu accolta con le note di Giovinezza ed i festeggiamenti proseguirono per tutta la notte in tutta Roma…………

Il giorno dopo Starace, segretario del partito, invitò gli azzurri a Palazzo Venezia per incontrare il Duce. Prima di essere ricevuti, Starace informò i ragazzi che avrebbero potuto chiedere al Duce qualunque cosa, qualunque regalo …. I giocatori si consultarono e vennero fuori le richieste più strane: chi voleva chiedere la licenza di terza liceo, chi la tessera ferroviaria a vita…Alla fine chiesero…una foto del Duce con dedica. Altri tempi davvero.!

UNA SCELTA DA SCOLPIRE COME UNA LAPIDE SULLE COSCIENZE !

E SE QUALCUNO CONFONDE CERTI TRAGUARDI DELLA COSCIENZA  INDIVIDUALE CON APOLOGIA

DEL FASCISMO, POTREI RISPOLVERARE : ME NE FREGO !

(1)  http://contropiede.ilgiornale.it/vittorio-pozzo-lallenatore-alpino-al-servizio-dellitalia/

……. Vinse il Mondiale  nel 1934, lo rivinse nel 1938  e, nel mezzo, regalò anche la medaglia d’oro olimpica nel ’36. Questo è quello che viene in mente quando si parla di Vittorio Pozzo. Pochi però sanno cosa successe quattro anni prima che la squadra azzurra alzasse al cielo la Coppa Rimet. Mancano pochi giorni alla sfida alla fortissima Ungheria nella finale della Coppa Internazionale – una sorta di antenata dell’Europeo – e Vittorio Pozzo decide di portare la sua squadra in un posto particolare. Li porta in pellegrinaggio a Redipuglia. Qui, davanti al sacrario contenente le spoglie di oltre 100.000 soldati italiani, Vittorio Pozzo disse ai suoi ragazzi: “Quello che hanno fatto i soldati che si trovano sepolti qui e ben altra cosa rispetto a quello che dovremo  fare noi a Budapest. Ma il comune sentire dell’amore per l’Italia deve essere d’ispirazione per tutti noi”.  Arriva la finale a Budapest e gli azzurri, toccati da quella visita speciale e  da quelle parole così sincere e vere, demoliscono gli ungheresi imponendosi per 5 – 0. È l’inizio di una cavalcata trionfale che però, senza quella visita, forse non avrebbe avuto lo stesso epilogo.

…    LEGGI TUTTO nel LINK  

Approfondimenti

Leggi la “Biografia” di Vittorio Pozzo sul Sito Leonida-laconico.eu


TRA LE SUE FRASI MEMORABILI:  Al servizio dell’Italia, non viceversa –  l’Italia e i calciatori italiani non dovevano rispondere a lui, ma erano lui e i suoi ragazzi che dovevano guardare alla Madre Patria come giudice ultimo.


Commento

Per quest’ultimo giudizio espresso dal becero, reazionario, Vittorio Pozzo,. allenatore  e per di più guerrafondaio alpino , che s’è permesso di imporre alla squadra metodi  ed idee fasciste per conquistare (unico allenatore ad esserci riuscito)  2 (DUE) Campionati del Mondo ed altri primati  olimpici etc , si ipotizza, in base alla proposta di un tizio  di nome Fiano  del PD,  l’apertura di un riesame storico  per processarlo  e condannarlo post-mortem per apologia fascista assieme ai suoi ammiratori , possessori, naturalmente vivi o morti,  di souvenir, oggetti, ricordi, medaglie, scritti …che lo possano  riguardare.

Non resisto più e scivolo nella volgarità: A FIANO UN PERNACCHIO ALPINO CON L’ECO PROLUNGATO  DA UNA VALLE ALL’ALTRA

                                                                                                                              Leonida Laconico


Museo Vittorio Pozzo

http://www.museovittoriopozzo.it/     urp.ponderano@ptb.provincia.biella.it  

invitiamo sportivi in genere e del calcio in particolare , nonche’ tifosi del vero calcio italiano (Si diffidano quelli del Milan, Inter, Palermo  che non capisco perché continuano a dgnare tali squadre e chi si spreca per altre con oltre DUE stranieri;  chiedete alle eredi CAPROTTI- ESSELUNGA, vi sapranno spiegare perché) a visitare  in tempo questo museo, purche’   non si facciano accorgere dai sopravvissuti del  politburo sovietico  , anche se è notorio che temono  le PERNACCHIE  SOPRATTUTTO ALPINE !    

  1. L

 http://www.leonida-laconico.eu/2017/09/07/opinioni-contropiede-vittorio-pozzo-lallenatore-alpino-al-servizio-dellitalia/    Biografie, Calcio, Campioni, Sport

Opinioni in Contropiede: Vittorio Pozzo l’Allenatore Alpino al Servizio dell’Italia


 

Commentare quest’articolo a persone intelligenti è quasi inutile per l’ovvietà intrinseca, infatti non sono certo stati i secoli a cambiare gli uomini nelle vedute e nei comportamenti, è stato sufficiente perdere in breve ogni riferimento ideale ed etico, assieme al senso della misura grazie al  “materialismo progressista globalizzato” galoppante ch’è riuscito rapidamente a corrompere tuttto.

Così, nello Sport in genere, senza bisogno di evocare “Mens sana in corpore sano” (che anche gli analfabeti di oggi capiscono,ma non attuano !)  promuovendolo addirittura al di sopra di insegnamenti nozionistici, ma ormai declassato a spettacolo ludico ed affarismo truccato, e, specie nel calcio, s’è verificata una vera invasione (prima 2/3 oriundi x squadra, oggi 98%- l’altro 2% sono ormai gli italiani…i nuovi oriundi! ) di “divinità straniere del pallone” che, oltre a cancellare ogni orgoglio di legame al territorio, hanno cancellato persino la linfa di ricambio dei vivai giovanili, ma…in compenso sono fiorite droghe e truffe-scommesse, senza trascurare infine che i loro profitti milionari alla fine rientrano ovviamente nelle loro patrie col beneplacito del fisco oppressivo ,solo per gl’italiani. Ovviamente non poteva sfuggire, dopo la “patriottica moda” delle delocalizzazioni selvaggie (per dispetti o pretesti tra Aziende private e Stato),  a qualche mecenate, benefattore proprietario di club calcistici (al 7.’17 Inter, Milan,Palermo…) di mercanteggiare persino la vendita della propria amata squadra, mollandola per poterne trarre un buon profitto personale aldilà del terremoto DISoccupazionale derivante ed altri sconquassi .

Lo Sport aveva finalità di elevazione dello Spirito, del fisico, dell’orgoglio territoriale e nazionale….., oggi è solo spettacolo a carissimo prezzo, ma spesso anche degradante e senza traccia di quei Valori, messi a tacere però, grazie anche ad una globalizzazione selvaggia, da fiumi di denaro.

Grazie a Dio il dramma dell’Italia che batte ormai il marciapiede, senza neanche godere dei vantaggi delle  benedette “case chiuse”, trova, anche se una rondine non fa primavera, un attimo di grande sollievo al dilagare della degradante prostituzione economica e devastanti effetti collaterali,al primo straniero che capita di passaggio: le eredi di Caprotti (Creatore della catena di supermercati Esselunga -22.000 dipendenti  ed autore del famoso libro “Falce e carrello” che denunziava il monopolio delle Coop rosse) hanno avuto  il buonsenso, lo sdegno per forme di inopportuna avidità ed un sentito slancio di patriottismo non retorico di non accettare l’allettante (x quasi tutti gli altri, compreso un proletario come Berlusca) proposta di cessione della Esselunga agl’insidiosi acquirenti con occhi a mandorla (Vedi LINK successivo).

Leonida Laconico


Prostituzione  Calcistica

Milan: finisce era Berlusconi, vende il club ai cinesi

Venduto il club alla “Rossoneri Sport”. Ex Cavaliere: “Lascio ma resto il primo tifoso “. Li: “Grazie per fiducia e pazienza, ora il futuro”

   Berlusca a prescindere che, per non rattistrarti, avresti dovuto evitare questo distacco, avremmo anche accettato che restassi anche il secondo tifoso. Già non andava con te prima con squadre italiane irriconoscibili per la prevalenza di stranieri, figuriamoci ora!  Ai tifosi ormai non dovrebbe restare un SOLO motivo di legame affettivo, territoriale… per tifare Milan, allora meglio tifare  ora per lo Shanghai!  

Leonida Laconico

http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2017/04/13/milan-closing-arrivati-ad-fininvest-han-li-e-fassone-_22a74ac5-8816-48d0-b1f1-532fe807817b.html


La lunga scia , anche a seguire, di colpi bassi che i giovani ricevono, ma che ormai in prevalenza restituiscono, si allunga quotidianamente.

Non è il caso di indagare su chi è il maggior autore responsabile dei danni, perché peraltro è una gara quasi ex equo, ma è senzaltro importante sapere chi ne subisce di più. E’ vero che i cattivi maestri, vuoi per la posizione che rivestono, vuoi per la maggior esperienza o forza economica, sono in continua crescita numerica e  meno attaccabili, ma infine più responsabili; mentre i giovani, strumenti inesperti, facile esca di demagoghi senza scrupoli ed ormai in preda al consumismo godereccio ed irresponsabile alla fine sono nel contempo vittime ed artefifci dei loro traguardi penosi.

Così si salda purtroppo un vecchio detto che assolve o accusa le 2 parti che al solito però non sentono il grave danno  reciproco che producono per non rimediare: Pane duro e coltello che non taglia.  Certo basterebbe almeno un discreto arrotino, senza dover ricorrere  all’ascia come ….estremo rimedio (politico!).   Magistrati sveglia !! 

Leonida Laconico


Blu Whale, shock a Catania: denunciato 16enne, istigava coetanea al suicidio

“Non puoi ritirarti, devi buttarti da un edificio alto”. Questo il messaggio di un adolescente a una ragazzina. Il giovane è stato identificato e bloccato dalla polizia postale

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/blu-whale-shock-a-catania-denunciato-16enne-istigava-coetanea-al-suicidio_3075121-201702a.shtml    5 giugno 2017-10:55

“Sei entrata nel ‘Blue Whale‘”, adesso “non puoi ritirarti” e “l’ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto”. Sono le indicazioni shock date a una 16enne catanese da un coetaneo della provincia di Cosenza, identificato e denunciato dalla polizia postale di Catania per istigazione al suicidio. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia di una ragazza sulla partecipazione di una sua amica alla pratica del Blue Whale.

Esaminando lo smartphone della 16enne, la polizia postale ha scoperto la chat che istigava la ragazza al suicidio, confermandole che era entrata nel Blue Whale e che il passo successivo era quello di togliersi la vita. Al 16enne calabrese la polizia postale ha notificato la denuncia nei suoi confronti, ha eseguito, su disposizione della Procura per i minorenni, una perquisizione e sequestrato dispositivi per accertare se abbia effettuato altri “adescamenti” del genere. Il 16enne ha ammesso contatti e partecipazione al Blue Whale’, dicendo di essere stato “iniziato” alla pratica Bluw Whale su Instagram


Blue whale, ragazzina di Mantova salva la vita a coetaneo di Roma …

04-06-2017 10:49

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/blue_whale_gioco_mortale-2480899.html

Nello scambio di messaggini su WhatsApp le parole Blue Whale diventavano sempre più inquietanti. Ha capito quasi subito una ragazzina di Mantova che il coetaneo di Roma gli stava confidando qualcosa che lo stava terrorizzando.  …………….


VIDEO : The Blue Whale – Il gioco che porta alla morte ( V.M 18 )


P.S. Se alle suddette conquiste eccelse della gioventù sommiamo anche le seguenti piuttosto che tentare tutto disperatamente con il RIPRISTINTO DEL SERVIZIO MILITARE (unica cura ormai possibile per arginarla china di maschi e femmine con mille vantaggi) e BLOCCARE LA FOLLE MODA all’insegna del modernismo per una symbol-vanita’ dei genitori/nonni (consumistica e distruttiva) di DOTARE I POPPANTI DI TABLET/SMARTHPHONE ETC ATROFIZZANDONE LA MENTE, IL FISICO, l’allegria di giocare e correre e rendendosi , senza alcuna responsabilta’, complici di un’esistenza tetra e marginale, col rischio gia’ in atto di soccombere per incapacita’all’invasione migratoria decisa e bellicosa

Leonida-Laconico


http://www.tempi.it/videogallery/legalizzare-la-cannabis-e-come-legalizzare-la-morte#.V6B495gkrDc     «Legalizzare la cannabis è come legalizzare la morte»   +  VIDEO
Leggi di Più: Cannabis. «Legalizzarla è legalizzare la morte» | Tempi.it
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MORTE AI (Capi) VENDITORI DI MORTE

VENGONO I BRIVIDI QUANDO LA  CASSAZIONE , NON IL SOLITO GIUDICE “DEMOCRATICO D’ARREMBAGGIO ” , RICORRE ADDIRITTURA ALLA  LIBERALIZZAZIONE DELLA DROGA NON PIU’ PER L’USO INDIVIDUALE,  MA DI GRUPPO, CIOE’ QUANDO IN COMITIVA  LO SPIRITO DI EMULAZIONE SI SCATENA AL MASSIMO IN AMBO I SESSI.

COSA  ASPETTARSI ANCORA DA CHI, INVECE DI METTERE IN MANETTE I TRASGRESSORI O PRENDERSI CURA DI UNA GIOVENTU’ GIA’ PERICOLOSAMENTE ALLO SBANDO, PER LEGGE COMMETTE UN CRIMINE IMMENSO E POI SI ATTEGGIA A SEVERO CUSTODE DELLA MORALITA’  UNIVERSALE ( con processi a raffica senza accusatori, né prove, e condannando ad personam , trascurando di colpire reati della propria parrocchia o già di dominio pubblico) E PRETENDE CHE NESSUNO INTERFERISCA CON LA LORO SACRA INDIPENDENZA !.

Leonida-Laconico


 

Per la Suprema Corte è “penalmente irrilevante” il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti. Rigettata una interpretazione più severa della norma

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/drogarsi-gruppo-non-reato-stabilisce-cassazione-880800.html  Drogarsi in gruppo non è reato. Lo stabilisce la Cassazione

IN UN AFFLATO DI AFFETTO  PATERNO  E CON SOMMA  SAGGEZZA, DALL’OLIMPO DELLA NS.GIUSTIZIA E’ CALATA PER LA NS.GIOVENTU’ DI “MINIME SPERANZE” UNA SENTENZA DI MASSIMO ALLARME SOCIALE, IL COLPO DI GRAZIA AL MORIBONDO.

SE DA QUESTI SOGGETTI ,CHE DOVREBBERO DARE ESEMPIO DI VITA , ARRIVANO IRRESPONSABILI RISPOSTE, QUASI DA ISTIGAZIONE AL GENOCIDIO, STIAMO VERAMENTE FRESCHI.

SVEGLIAMOCI !!

Leonida Laconico


Gli universitari e l’«analfabetismo funzionale» –  La Crusca: «Stessi problemi da Nord a Sud»

http://meridionews.it/articolo/31371/gli-universitari-e-l-analfabetismo-funzionale-la-crusca-stessi-problemi-da-nord-a-sud/


“All’università errori da terza elementare: recuperiamo la lingua italiana”. L’appello dei docenti al governo

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/04/alluniversita-errori-da-terza-elementare-recuperiamo-la-lingua-italiana-lappello-dei-docenti/3366245/


Ecco la provvidenziale soluzione per “forgiare” le speranze dell’Italia futura, già s’intuisce dalla sua profonda cultura e conoscenza dei meandri del mondo dell’Istruzione , dal suo imparziale passato politico e sindacale sovietico (ovviamente scelta dall’ex maoista Gentiloni), dall’insensato ed ossessivo femminismo acuto, dal suo affascinante chairman di grande effetto e, dulcis in fundo, da una propensione alla frode (la laurea potrebbe essere solo l’antipasto!) 

Leonida Laconico  (Apri seguenti LINKS >)

 

Valeria Fedeli ministro dell’Istruzione, storia di una sindacalista, ex dirigente dei vertici della Flc Cgil, .che si definisce “femminista riformista di sinistra”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/12/valeria-fedeli-ministro-dellistruzione-storia-di-una-sindacalista-che-si-definisce-femminista-riformista-di-sinistra/3254644/

http://www.secoloditalia.it/2017/06/lultima-gaffe-della-fedeli-ministro-senza-laurea-clamoroso-errore-traccie/  L’ultima gaffe della Fedeli, ministro senza laurea

 

CASAPOUND, NON SOLO POLITICA. FILANTROPIA, AMBIENTE, SOLIDARIETA’ SOCIALE, CULTURA  E … TANT’ALTRO, MA SEMPRE CON SINCERA DETERMINAZIONE SENZA DEMAGOGIA E …PAROLE AL VENTO !

VI  INVITIAMO QUINDI A COLLABORARE SEGNALANDO INGIUSTIZIE, SOPRAFFAZIONI , INADEMPIMENTI  PER SBATTERLI IN FACCIA AI RESPONSABILI OMERTOSI, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

6.’17  –Leonida Laconico


 

Un accostamento profetico di formidabile pathos (il pan ci manca,sul ponte sventola
bandiera bianca!)
 alla ns.Italia ed all’Occidente in genere, vittime della loro stessavolonta’ suicida di anteporre da 50anni il MATERIALISMO CONSUMISTA-PROGRESSISTA ai Valori etici universali

‘13  L.Laconico


 

Un accostamento profetico di formidabile pathos (il pan ci manca,sul ponte sventola
volonta’ suicida di anteporre da 50anni

il MATERIALISMO CONSUMISTA-PROGRESSISTA ai Valori etici universali

LLaconico


 

Arnaldo Fusinato (1817-1889)

L’ultima ora di Venezia (Adattamento all’Italia)

E’ fosco l’aere,
é l’onda muta!…
ed io sul tacito
veron seduto,
in solitaria
malinconia
ti guardo e lagrimo,
Italia mia!

Sui rotti nugoli
dell’occidente
il raggio perdesi
del sol morente,
e mesto sibila
per l’aria bruna
l’ultimo gemito
della laguna.

Passa una gondola
della città:
– Ehi, della gondola,
qual novità?
– Il morbo infuria
il pan ci manca,
sul ponte sventola
bandiera bianca!

No, no, non splendere
su tanti guai,
sole d’Italia,
non splender mai!
E sulla veneta
spenta fortuna
sia eterno il gemito
della laguna.

Italia! l’ultima

ore é venuta;
illustre martire
tu sei perduta…
Il morbo infuria,
il pan ti manca,
sul ponte sventola
bandiera bianca!

Ma non le ignivome
palle roventi,
né i mille fulmini
su te stridenti,
troncan ai liberi
tuoi dì lo stame…
Viva l’ Italia!
Muor di fame.

Sulle tue pagine
scolpisci, o Storia,
l’altrui nequizie
e la sua gloria,
e grida ai posteri:
Tre volte infame
chi vuol l’ Italia
morta di fame!

Viva l’ Italia!
Feroce, altiera
difese intrepida
la sua bandiera:
ma il morbo infuria
il pan le manca…
sul ponte sventola
bandiera bianca!

Ed ora infrangasi
qui sulla pietra
finch’è ancor libera
questa mia cetra;
a Te, Venezia,
l’ultimo canto,
l’ultimo bacio,
l’ultimo pianto!

Ramingo ed esule
sul suol straniero,
vivrai, Italia,

nel mio pensiero,
vivrai nel tempio
qui del mio core
come l’immagine
del primo amore.

Ma il vento sibila,

ma l’onda è scura,
ma tutta in gemito
é la natura;
le corde stridono,
la voce manca….
sul ponte sventola
bandiera bianca!

ma l’onda è scura,
ma tutta in gemito
é la natura;
le corde stridono,
la voce manca….
sul ponte sventola
bandiera bianca!

 

 


    


Krancic “invade” le librerie. A colpi di satira
Vignettista del Giornale dal 1994, Alfio Krancic per un attimo preferisce la penna alla matita di sempre

Krancic “invade” le librerie. A colpi di satira Vignettista del Giornale dal 1994, Alfio Krancic per un attimo preferisce la penna alla matita di sempre Clicca sull'immagine per ingrandire
Krancic “invade” le librerie. A colpi di satira Vignettista del Giornale dal 1994, Alfio Krancic per un attimo preferisce la penna alla matita di sempre Clicca sull’immagine per ingrandire

Si fa prima a dire quello non è La grande invasione (Tabula fati, pagg. 128, euro 10) prima raccolta di racconti di Alfio Krancic, vignettista del Giornale dal 1994 che, per un attimo, preferisce la penna alla matita di sempre.

Il “Vignettista” Alfio Krancic

Il vignettista Alfio Krancic

Non è buonista, non è politically-correct, non fa satira unidirezionale. E si finisce qui, perché nei cinque racconti, scritti in momenti diversi, che compongono il libro, entrano con toni dissacranti: immigrazione e crisi economica, politica e fanta-politica. Krancic, alla prima prova da narratore dopo vari volumi di vignette, mette in campo una schiera di personaggi che, senza sforzo, il lettore riconosce in quelli che popolano il panorama politico e televisivo. Fa viaggiare il lettore nel passato, giocando a scombinare le carte della storia, e in un presente anestetizzato dai reality e afflitto da un ottuso buonismo.

Mischia riferimenti letterari, come quelli a 1984 di George Orwell, ed eventi realmente accaduti come i fatti della scuola Diaz, durante il G8 di Genova. Il libro prende il titolo dal primo racconto, in cui Hitler progetta di invadere l’Inghilterra inviando imbarcazioni colme di profughi. Quando il piano fallisce il Führer si chiede «Quale nazione ora, o in futuro, accoglierebbe centinaia di migliaia, milioni di migranti senza reagire. Una porcheria che non funzionerà mai!». Nell’altro salto indietro nella storia si immagina la sconfitta di Garibaldi ad opera degli anti-risorgimentali, mentre tra i due racconti ambientati nel presente spicca per sarcasmo e brillantezza La freccia nera, in cui un gruppo di persone, uniti dalla nostalgia per i programmi RAI in bianco e nero, che si organizza per assaltare la casa del Grande Fratello, smantellare tutti i reality e rimanendone invece inglobato.

In Racconto Gitano, il protagonista è invece un italiano vessato dalle tasse che vuole diventare rom, riuscendo così a non pagare le tasse, entrare in politica ed essere nominato «Salvatore della Patria». Nell’ultimo racconto l’autore immagina le dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio in seguito a una crisi economica dilagante. A conti fatti quasi una previsione di quello che sarebbe poi accaduto il 12 novembre 2011 (Krancic si è immaginato tutto con più un anno di anticipo). Cinque punture di spillo che fanno sussultare e riflettere.

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