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Agrigento: razzismo rovesciato, richiedenti asilo insultano italiani in campo: “Bianchi bastardi”

Ovviamente con la campagna da tempo scatenata contro il fascismo, capro espiatorio del baratro prodotto da 4 governi (di cui l’ultimo retto clandestinamente dalle massime cariche .Grasso,Boldrini – che ora hanno ufficializzato persino la loro posizione comunista), anche loro illegittimi senza elezioni, ed ora, nonostante il macabro rito di squartamento scientifico di Pamela, sbraitano ,addirittura incalzano col megafono dei mass-media asserviti tentando di affiancare il razzismo al Ventennio.

Razzismo rovesciato ad Agrigento: “Bianchi bastardi”, richiedenti asilo insultano italiani in campo
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CRONACA, NEWS sabato, 10, febbraio, 2018


LICATA. Episodio di razzismo al termine della partita di calcio del campionato provinciale di terza categoria di Agrigento tra Brothers Casa Amica e Vigata che si è conclusa con il risultata di 2 a 2 nell’impianto sportivo di Fontanelle. Lo riporta il Giornale di Sicilia
A proferire parole razziste ed aggredire l’arbitro sono stati i ragazzi di «colore», che fanno parte della squadra allestita dalla comunità alloggio «Casa Amica» di Agrigento, cioè la struttura che li ospita in quanto richiedenti asilo politico. Al termine del match, in sostanza, i giocatori della Brothers, col nobile significato di fratelli, non hanno accettato il responso del campo e si sono scagliati contro l’arbitro, un ragazzino di 17 anni di Canicattì e contro gli avversari italiani del Vigata. E le parole incriminate sono state appunto «Italiani pezzi di m…», «Bianchi bastardi» e così via dicendo.
Per questo motivo la società Brothers Casa amica è stata punita con una ammenda da 200 euro, come riporta il comunicato ufficiale della Figc: «Per avere dopo la fine della gara, alcuni tesserati della società a margine pronunciato frasi offensive di contenuto razzista nei confronti dell’arbitro e dei tesserati della società avversaria, dopo essersi tolti la maglietta nell’intento, perfettamente raggiunto, di non essere identificati dallo stesso direttore di gara».

 


Il razzismo è un diritto sacro e naturale di tutti i popoli, se lo s’intende come espressione di legittima difesa della propria Cultura,Usanze e Tradizione, patrimoni universali essenziali di ogni essere umano di ogni razza e colore , ma senza prevaricazione su altri o da altri, quindi innescando un doveroso e vicendevole rispetto.
Da ciò deriverà spontaneamente sana solidarietà reciproca, senza forzare promiscuità od interessi egoistici,né forme d’imposizione di “cosidetta democrazia “ od altre forme.

Leonida Laconico
Leonida Laconico

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